
L'iniziativa contro il burqa e il niqab viene descritta come una misura necessaria per tutelare la sicurezza pubblica in quanto impedirebbe la dissimulazione del volto. In realtà una tale legge già esiste e dubitiamo che un criminale si travesta con un burqa per poi darsi alla fuga alzando la gonna: farebbe ridere, se questo non fosse un assurdo atto politico per il quale organizzare una votazione. In realtà si tratta dell'ennesima provocazione, razzista e islamofobica, della destra ticinese (i cui disvalori Ghiringhelli dimostra di condividere) che deve distogliere l'attenzione della popolazione dai veri problemi della società, come la crisi economica, i premi di cassa malati, la precarietà sul lavoro, ecc. Invece ora di colpo la priorità è un'altra: ovvero impedire che un numero talmente irrisorio di donne di fede islamica in Ticino indossino tale abbigliamento. Ogni simbolo di diversità, come prima i minareti, viene insomma bandito e criminalizzato. Il trend è chiaro: la destra vuole un ritorno all'assimilazione degli stranieri e non solo alla loro integrazione. Per questa ragione occorre opporsi alla legge anti-burqa in votazione il prossimo 22 settembre 2013 in Ticino.
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