
È notizia di pochi giorni fa la decisione del Consiglio Federale di poter requisire gli alloggi della Protezione Civile in caso di emergenza sul fronte migratorio. E questo dal prossimo mese di aprile, ovvero tra soli 15 giorni!
Anche se di competenza prettamente federale, in caso di applicazione tale ordinanza avrebbe sicuramente impatto anche a livello cantonale e – soprattutto – comunale. Il problema è concreto e non bisogna perdere tempo prima di chinarcisi.
Sia per la posizione geografica che per la qualità della vita, la Svizzera è sempre stato un paese oggetto di forti flussi migratori. E l’accoglienza, piaccia o meno, è da lunghissimo tempo uno dei principi cardine della nostra società civile. Ma con determinati limiti: si accoglie solo chi dimostra di avere effettivamente tali necessità e chi sia disponibile ad accettare usi e costumi locali, compiendo tutti gli sforzi necessari per potersi integrare al meglio. Il nostro Cantone – e la Città di Lugano in particolare – non hanno perso occasione per ricordare tali principi ad ogni consultazione referendaria su tali temi.
È evidente come un maggior rigore sia stato adottato anche dai paesi a noi confinanti. Mi riferisco in particolare alla Repubblica Federale Tedesca, dove nelle recentissime elezioni amministrative il partito conservatore Alternative für Deutschland (AFD) ha ottenuto larghi consensi in tutto il paese.
Medesimo risultato si è avuto in Austria nelle consultazioni dello scorso autunno così come in Francia, dove il Front National ha ricevuto larghi consensi al primo turno.
Ciò dimostra come i nostri vicini siano intenzionati a stringere le maglie delle frontiere, comportando con ciò un aumento del respingimento delle persone richiedenti l’asilo e il conseguente “sovraccarico” del nostro paese.
E Lugano come intende reagire a questa potenziale prossima ondata di richieste d’asilo? Ancora nessuna risposta.
Ritengo sia doveroso nei confronti dei cittadini esporsi in maniera chiara e definitiva, opponendosi con tutte le forze all’ipotetica requisizione degli alloggi della Protezione Civile. Infatti, non dimentichiamoci come queste strutture siano principalmente posizionate in luoghi strategici per la popolazione, ovvero vicino a istituti pubblici (ad esempio, Via Castausio e le Scuole di Pregassona) o in zone ad alta densità abitativa (quali Ruvigliana e Breganzona). Le costruzioni sono state pensate e create per proteggere in caso di necessità la nostra popolazione e non per scopi o soggetti differenti!
La politica del Consiglio Federale sull’accoglienza sta pian piano rosicchiando le nostre libertà e certezze di cittadini, esattamente come un tarlo fa con il legno.
Come se non bastasse l’Ex-Macello…
Marco Vigilante, candidato UDC al Consiglio comunale di Lugano
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