
In questi giorni, e specialmente in queste ore, le informazioni e la disinformazione si susseguono a ritmo incalzante. Come cittadino devo costantemente forzarmi a selezionare e vagliare le informazioni che mi giungono da più parti, non solo dai social network.
Le fonti ufficiali sono le uniche che rappresentano la realtà dei dati effettivi e certi. Ma poi c’è la “pancia”, ovvero la nostra emozione che nasce dalle nostre esperienze e dal nostro vissuto, non necessariamente recente. Quando dobbiamo fare i conti con la “pancia” allora le certezze vacillano, le fonti ufficiali traballano ed iniziamo a pensare a come potremmo fare per risolvere noi questa situazione.
È tutto legittimo, fa parte del nostro spirito di sopravvivenza. Ma a questo punto occorre fermarsi un attimo. Salire al San Giorgio, per esempio, sedersi vicino alla chiesetta, senza smartphone, e valutare la situazione sulla base di dati oggettivi, dati che ci vengono forniti da esperti del settore. Senza panico, rispettare le raccomandazioni e anche i divieti se è il caso. Solo così riusciremo a superare questo momento che non so nemmeno come definire. Epocale? Sicuramente cambierà il nostro modo di vivere. Ogni esperienza positiva o negativa ci aiuta a crescere.
Sarà nostro compito, e vostro, spronare le istituzioni che ci governano a cambiare rotta. Individuando una nuova meta, un nuovo obiettivo: raggiungere il prima possibile una indipendenza da un frontalierato che oggi ci tiene in pugno. Fare in modo che la maggior parte delle maestranze necessarie al funzionamento della nostra società risiedano in Ticino. Invitare i nostri giovani ad indirizzarsi in quei settori, non solo di basso profilo, che sono fondamentali per il nostro paese.
Concludo con tre importanti punti: il primo per importanza è un grazie di cuore a TUTTI coloro che si occupano quotidianamente alla nostra salute, specialmente in questi momenti drammatici. Il secondo è la vicinanza alle persone toccate da questa imprevedibile situazione. La terza è : guai a chi pensa di lucrare sulle disgrazie altrui e diffonde panico tra la popolazione a fini elettorali.
Marco Tela, candidato al Municipio di Mendrisio
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

