
Puntualmente, con l’inizio dell’anno, il Consiglio federale ha pubblicato il tradizionale ritratto di squadra. Capitanato da Doris Leuthard, il Governo federale - dopo un 2009 contraddistinto da parecchi momenti di immobilismo e sconfitte - si presenta al Popolo svizzero in veste dinamica e proiettata in avanti, in marcia. Traspare chiaramente l’obiettivo, la volontà di portare il Paese a “giocare” con efficacia e successo sia le numerose sfide in sospeso, sia quelle nuove da affrontare nel corso dell’anno. Urgono infatti un rinnovato dinamismo e immediati successi per trovare soluzioni ai complessi problemi interni (costi della salute, mobilità, assicurazioni sociali), ma anche per (ri)-dare alla Svizzera un ruolo e un’immagine d’eccellenza a livello internazionale. L’Esecutivo federale in marcia dovrà traghettare il nostro Paese in quest’epoca di grandi mutamenti sociali badando a difendere quanto realizzato dalle generazioni passate e sviluppando un’azione politica solida nel presente. A marciare non dovrà tuttavia essere solo il Consiglio federale, bensì tutta la classe politica dirigente nazionale e cantonale. L’ultimo anno ha mostrato purtroppo spesso una classe dirigente - sia politica, ma anche economica - incapace di reagire immediatamente alle sfide; non sufficientemente pronta a rispondere agli attacchi e incapace di offrire al Paese progetti e idee atte a realizzare le opportunità di cui la Svizzera dispone. La problematica è generale ed estendibile anche al livello cantonale. A mancare sono uno slancio oltre il problema e l’interesse particolare, così come la volontà di marciare compatti nella direzione di un progetto globale per il nostro Paese nel prossimo decennio. Il pessimismo e la diffidenza - mali “tradizionali e radicati” che contagiano troppo spesso anche l’intera popolazione - vanno superati con slancio; a marciare in avanti, come il Consiglio federale della fotografia, devono essere tutte le componenti socioeconomiche della nostra Svizzera. Un Paese che cammina dinamico per disegnare il suo futuro deve essere pervaso da ottimismo, nella convinzione che le opportunità vanno realizzate e i problemi hanno una soluzione, se affrontati al di sopra dell’interesse particolare. Passo dopo passo - con un PPD capace di assumere e condividere responsabilità di condotta - alla pari del Consiglio federale, è lecito aspettarsi che tutta la classe dirigente elvetica nel 2010 sappia, insieme al Popolo, superare gli ostacoli che si presenteranno sul percorso. Nella politica nazionale l’asse “Zurigo-Berna-Ginevra” non deve dimenticare che a sud delle Alpi vi è una regione tanto fondamentale per lo sviluppo storico del nostro Stato federale quanto centrale per la crescita economica odierna. Marco Romano, segretario cantonale PPD Ticino
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