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Marco Romano - Minder, intento nobile ma iniziativa dannosa
Redazione
14 anni fa

 In queste settimane si scaldano i motori di una campagna che si annuncia piuttosto accesa. Il Popolo svizzero, il prossimo 3 marzo, sarà infatti chiamato a esprimersi in votazione sull'iniziativa popolare «contro le retribuzioni abusive», promossa dal neo consigliere agli Stati sciaffusano Thomas Minder. Oltre a questo oggetto si voteranno il nuovo articolo costituzionale sulla politica familiare e la controversa legge sulla pianificazione del territorio. L'iniziativa Minder, che ha addirittura permesso al promotore di essere eletto quale indipendente nella Camera alta, vuole impedire retribuzioni e bonus elevati attraverso un rafforzamento dei diritti degli azionisti. L'intento è nobile e il problema sollevato è reale; soprattutto negli ultimi anni abbiamo letto e commentato cifre milionarie assolutamente sproporzionate e certamente non giustificate. L'iniziativa propone 24 rigide disposizioni, ma la maggioranza di esse (non tutte!) risulta purtroppo essere evanescente e priva di reale efficacia; le retribuzioni e i bonus stratosferici continueranno a essere pagati. Se questa iniziativa venisse accolta la Svizzera si doterebbe di un diritto delle società eccessivamente restrittivo e inopportuno. Questa sovraregolamentazione danneggerebbe fortemente la competitività della nostra economia svantaggiando le imprese e mettendo di riflesso in pericolo numerosi posti di lavoro. Le 24 misure, che peraltro colpiscono solo le società quotate in borsa (quindi una minima parte, che tuttavia è fonte di commesse a favore di migliaia di PMI), sono complesse macchinazioni prive di reale possibilità di successo. Come se non bastasse, Minder propone impropriamente e inopportunamente di ancorarle nella Costituzione. Nel caso di accettazione, ci troveremmo nuovamente di fronte a una serie di disposizioni costituzionali di grande effetto mediatico, molto difficili da tramutare in legge, ma innanzitutto incapaci di risolvere la problematica. Insomma, per quanto l'intento di Minder sia condivisibile, l'iniziativa da lui presentata va nella direzione sbagliata e, fattore ancora più importante, crea effetti collaterali estremamente dannosi. Il Parlamento ha condiviso l'assoluta necessità di porre freno all'evoluzione di retribuzioni e bonus faraonici, ma proprio per i motivi citati e per l'essenza puramente demagogica dell'iniziativa, ha elaborato un controprogetto indiretto che entrerà subito in vigore dopo l'eventuale (sperato) no popolare. Il controprogetto presentato concretizza e affina le proposte fondamentali e condivisibili, ma rinuncia alle misure esclusivamente demagogiche di difficilissima applicazione. Il problema di bonus e salari stellari non va combattuto solo con disposizioni legali; occorre cambiare cultura e non scrivere leggi. In definitiva, l'iniziativa non raggiunge lo scopo che si prefigge: non vieta né i bonus, né i salari elevati, ma aumenta eccessivamente la burocrazia, limita la libertà imprenditoriale e criminalizza gli imprenditori e le casse pensioni. In gioco vi sono la competitività della Svizzera e circa 600mila posti di lavoro. A Thomas Minder va il merito di aver avuto il coraggio di scaraventarsi contro un sistema illogico e irresponsabile; tocca ora alle cittadine e ai cittadini svizzeri approvare le misure efficaci contenute nel controprogetto. Consiglio federale, Consiglio degli Stati e Consiglio nazionale propongono unanimemente, evidentemente ad eccezione del diretto interessato Thomas Minder (235 a 1), di respingere l'iniziativa e di accettare il controprogetto. Marco Romano, consigliere nazionale PPD/TI

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