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Marco Romano: Iniziativa incompleta, sì al controprogetto
Redazione
16 anni fa

La criminalità straniera è un problema, le statistiche lo confermano. Il tema è giustamente tra le principali preoccupazioni della popolazione. Sono necessarie misure realizzabili per mitigare il fenomeno, per cercare di sradicarlo dal nostro Paese. Siamo un Paese accogliente, con una forte tradizione di apertura e solidarietà, ma non vogliamo essere una terra di rifugio per delinquenti e persone incapaci di rispettare le nostre regole e i nostri usi. Il prossimo 28 novembre cittadine e cittadini svizzeri saranno chiamati alle urne da un’intrigante iniziativa popolare promossa dall’UDC e intitolata “per l’espulsione dei criminali stranieri”. Il titolo centra sicuramente l’obiettivo. È pienamente condivisibile, ma sin d’ora è fondamentale rendere attenti che l’iniziativa - cosí come presentata - non può (e non deve!) essere accettata. L’iniziativa UDC non è applicabile e concretizzabile nella realtà. Per farlo la Svizzera dovrebbe ritirare la propria adesione alla convenzione europea dei diritti dell’uomo e a quella dei diritti dei minori. Dovremmo annullare altre importanti convenzioni internazionali. Applicandola violeremmo inoltre la nostra stessa Costituzione federale. L’iniziativa è illogica, irrealizzabile e problematica. Vi pare logico e utile che stranieri che commetteranno reati gravissimi potranno restare nel nostro Paese, mentre altri che si macchieranno di piccoli misfatti dovranno lasciarlo? Questo perché secondo gli iniziativisti tutto sarà regolato da un’incompleta e soggettiva lista di reati. Questa non è proposta seria e non rende onore al nostro Paese. Bisogna respingerla, votando un chiaro NO all’iniziativa. Per rispondere a queste lacune il Parlamento federale - sotto la determinante spinta del PPD - ha elaborato un controprogetto. Accettando il controprogetto sarà effettivamente possibile espellere i criminali stranieri che commettono reati gravi. Il controprogetto è applicabile, contiene misure realizzabili, garantisce i principi dello Stato di diritto e il rispetto dei diritti dell’uomo, cosí come dei trattati internazionali. I criminali stranieri saranno espulsi dal nostro Paese. L’espulsione non dipenderà tuttavia da una lista discutibile e soggettiva di reati, ma da un criterio chiaro: la gravità. Il controprogetto è dunque duro, ma corretto e rispettoso. Chi si macchierà di reati gravi, dovrà lasciare il nostro Paese. In conclusione, il controprogetto targato PPD, chiede inoltre agli stranieri un maggiore impegno nel loro vivere quotidiano in Svizzera. Chiediamo che gli stranieri partecipino attivamente alla loro integrazione, imparando subito la nostra lingua, rispettando ovviamente le nostre leggi e in generale seguendo lo stile di vita e le tradizioni proprie del nostro Paese. Nuovamente siamo chiamati a esprimerci su di un tema di fondamentale importanza per la qualità di vita del nostro Paese. Nuovamente ci troviamo confrontati a una proposta roboante e accattivante, messa a confronto a una proposta che risolve concretamente il problema. Ai cittadini decidere se preferiscono dei progetti reali o se è meglio limitarsi al clamore con slogan e proposte illusorie. Marco Romano, segretario cantonale PPD

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