Cerca e trova immobili
Ospiti
Marco Romano: AlpTransit, punto di partenza, non di arrivo
Redazione
16 anni fa

Oggi termina lo scavo del tunnel di base di AlpTransit. Erstfeld e Pollegio sono collegate. Un momento storico per il nostro Cantone, per la Svizzera e per la mobilità di tutta Europa. Sono in corso importanti festeggiamenti e da ogni angolo giungono commenti e riflessioni. L’evento è eccezionale e considerato che una prima tappa fondamentale è effettivamente finita è lecito chiedersi cosa resta da fare. Sono molteplici i quesiti che da tempo sono rimasti aperti e a turno tornano al centro del dibattito. La trasversale alpina sarà completata a sud di Lugano? Quando? L’Italia da parte sua cosa sta facendo? E la Germania? La stazione Ticino sarà realizzata? Dove? Cosa ne sarà della storica tratta del San Gottardo e della rete ferroviaria regionale? A questi fondamentali quesiti ad oggi non è ancora stata data risposta esaustiva. Ma soprattutto vi è un forte pericolo che si resti ancora per lungo tempo sul piano delle domande e delle riflessioni, dimenticando che occorre prendere decisioni e passare alla fase realizzativa. In generale risulta evidente che sarà ultimato il traforo di base di AlpTransit, ma il progetto nel suo complesso resterà incompiuto. Non è sufficiente dimezzare i tempi dell’attraversamento del massiccio alpino senza garantire a questa rete veloce una continuazione sia verso nord, sia verso sud. Non è sufficiente trovarsi nel mezzo di questa nuova via senza sapere come inserirla nella rete di trasporto pubblico cantonale. Parimenti non è corretto vedere in quest’opera la soluzione totale ai grandi problemi odierni. Penso alle problematiche del trasferimento delle merci pesanti dalla gomma alla rotaia e al traffico veicolare in costante crescita sull’asse nord-sud. AlpTransit non potrà essere la panacea per tutto e per tutti. Soprattutto il Ticino sembra piuttosto fermo al palo. Tanto necessitiamo di collegamenti efficaci con le regioni che ci circondano e tanto facciamo affidamento sugli ipotetici benefici di AlpTransit per la mobilità locale e per lo sviluppo economico. A preoccupare è la mancanza di una visione comune sulle prossime tappe da realizzare, soprattutto in un momento in cui stiamo eccellendo in capacità di evidenziare le sfide, senza riuscire in alcun modo a risolvere problemi e cogliere opportunità. Questa non è politica. Ci vogliono decisioni, toni più pacati e disponibilità a trasformare le proposte in realtà. Occorre dunque una ferma volontà da parte di autorità politiche e attori socio-economici di trovare un consenso sui nodi principali evidenziati. In seguito, compatti e convinti, occorrerà fare pressione sulle autorità federali affinché si realizzino i nostri postulati. Il PPD vorrebbe ricordare questo 15 ottobre 2010 come una data di partenza e non di arrivo. Il traforo di base è scavato. Tocca ora al Ticino rimboccarsi le maniche, capire cosa vuole e poi lavorare unito per cogliere tutte le opportunità offerte dalla nuova trasversale alpina. Ma per farlo ci vogliono scelte. E il tempo per le riflessioni e le discussioni è quasi finito. Marco Romano, segretario cantonale PPD e direttore di Popolo e Libertà

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata