
Nell'ambito della nuova politica agricola 2014-2017 la Confederazione intende escludere dai pagamenti diretti i terreni agricoli e vignati situati in zona edificabile. Nel 2009 nel solo Ticino le aziende che gestivano e coltivavano fondi in zone edificabili erano 652 su 842, quindi oltre il 77%. Una quindicina di aziende ha oltre il 90% di terreni in zona edificabile. Secondo le intenzioni della nuova politica agricola federale 2014-2017, una gran parte dell'agricoltura e della viticoltura ticinese avrà meno superficie sussidiabile. Lo scenario è preoccupante e rischia di compromettere fortemente il settore primario ticinese. Un'esclusione dai pagamenti di superficie rischia di avere conseguenze molto negative. Senza sussidi l'attività è economicamente insostenibile e molte realtà dovranno cessarla. Valutazioni sommarie permettono di stimare una perdita di pagamenti diretti attorno ai 3 milioni di franchi. Considerata questa preoccupante prospettiva, nell'ambito dell'elaborazione finale della nuova politica agricola federale 2014-2017, chiedo quindi al Consiglio federale: 1) è a conoscenza degli effetti sul Ticino e in altri Cantoni montani? 2) come valuta gli effetti sulle aziende agricole interessate? 3) quali strumenti e mezzi sono messi a disposizione delle aziende interessate affinché non sia irrimediabilmente compromessa l'attività? 4) cosa possono fare i Cantoni per sostenere e salvare dal fallimento le aziende interessate? 5) considerata la situazione ticinese e la posizione contraria di tutti i Cantoni, nel rispetto del federalismo, è stata valutata la possibilità di concedere la facoltà ai singoli Cantoni di scegliere autonomamente se escludere dal pagamento i terreni coltivati in zona edificabile? Questa possibilità è già contemplata oggi nella Legge. 6) quali misure contempla la nuova politica agricola per garantire anche in futuro la viticoltura su terreni in forte pendenza, tipici del Ticino? Marco Romano, Consigliere nazionale PPD
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