
Idee fantasiose, populiste, al limite della pazzia; mi riferisco all’iniziativa che raccoglie firme in questi giorni: “salvate l’oro della svizzera”.L’iniziativa propone di bloccare la vendita di oro e obbligare la Banca Nazionale Svizzera a conservarne almeno il 20% degli attivi. Inoltre, tutto l’oro svizzero dovrebbe tornare in patria. L’iniziativa postula principi condivisibili: l’oro svizzero è della patria, naturalmente; nonostante ciò non si possono ignorare alcuni aspetti fondamentali. Prima di tutto, quali sarebbero i costi di tale operazione. Quanto costerebbe portare questo oro in Svizzera e allargare i Bunker della confederazione? Non stiamo parlando di qualche collana, ma protezione, sicurezza, controllo di qualche migliaia di tonnellate! Questa operazione produrrebbe dei costi tali da avere un peso sulla nostra economia. I problemi, palesemente, non si fermano qui; siccome nessuno può stampare oro, la domanda ne è legata alla offerta. Se c’è tanta offerta di oro, il prezzo scende. Se, c’è domanda di oro, il prezzo sale. Il prezzo dell’oro compie cicli abbastanza lunghi: nel 1980 scese a picco e nel 2001 raggiunse il minimo, costando quindi pochissimo. In quel momento aveva senso comprare oro.Dal 2001 è tornato a salire perché c’era tanta domanda. Oggi, essendo il prezzo dell’oro così alto, ha senso vendere oro! Nel futuro - dato di fatto - scenderà come ha fatto nel 1980. Le banche classificano l’oro, infatti, come “investimento rischioso”: adesso il prezzo è alto, ma non sappiamo quando la situazione si rovescerà. Divertente che la lega appoggi l’iniziativa: (dopo USA, Germania e FMI) l’Italia è la quarta riserva aurea al mondo e la sua economia non sembra in una situazione particolarmente favorevole. Secondo molte autorevoli teorie, gran parte della svalutazione del dollaro è legato proprio alla sua convertibilità in oro. Nei prossimi anni l’oro si svaluterà, perché tutti i paesi che hanno difficoltà (come Italia, USA e Germania) venderanno oro, abbassandone il prezzo.Questa iniziativa chiede di avere il 20% di attivi in oro; insomma, chiede che si svalutino ogni anno le nostre riserve! Quanto ci potrebbe costare questa operazione in termini di svalutazione? Martedì 5 dicembre il suo prezzo era a 1691 per oncia. Nel 1980 il prezzo dell’oro era a 1800$ per oncia, ma nel 1982, dopo soli due anni, l’oncia costava 800$. Immaginiamo la stessa svalutazione avvenga con le nostre riserve nazionali: oggi 1800, domani 800. Questo lo vogliono dei partiti nazionalisti? Se questa iniziativa dovesse passare, la BNS non sarebbe libera di vendere l’oro nel momento in cui dovesse svalutarsi, causando una perdita almeno del 10% delle riserve nazionali. L’ idea non sarebbe sbagliata, ma il 20% è eccessivo. In una situazione di crisi, vietare alla BNS di fare il lavoro che ha svolto così egregiamente negli ultimi anni sarebbe gravissimo.Oppure è proprio volontà dei partiti come la Lega e l’UDC, far fare alla Svizzera la stessa fine dell’Italia?
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