
E se la lasciassimo costruire, una seconda galleria autostradale? Naturalmente è possibile e porterebbe un miglioramento in termini di percorribilità, di ingorghi e sicurezza, in un primo momento. Visti i costi elevati, visti gli interessi in gioco, la Svizzera è chiamata a fare una scelta molto seria, coraggiosa e drastica, la quale non a caso è frutto di una lunga riflessione. Investire nel trasporto su rotaia oppure nel trasporto su gomma?
O meglio, una decisione era già stata presa: infatti, già negli anni ’80, in occasione dell’apertura del primo tunnel, Hans Hürlimann (allora Consigliere federale) dichiarò che la galleria non sarebbe diventata un varco per il traffico pesante. Oggi la galleria viene percorsa da 1.2 milioni di camion l’anno. La consigliera federale Doris Leuthard, oggi promette che una seconda via sarebbe usata solo a metà. E con tutte le buone intenzioni della Consigliera federale, non crediamo sia vera una tale promessa. Sappiamo che dall’attuale 1.2 milioni passeremo a 2 e più. Non c’è da stupirsi.
Si pensano anche soluzioni intermedie come l’introduzione di una tassa per il carico pesante. Pagare una sorta di pedaggio per il trasporto di merci, un po’ come avveniva coi pedaggi. Ma, se questa tassa dovesse rendere meno attrattivo il trasporto su gomma, e più quello su rotaia, converrebbe veramente al commerciante pagare la tassa? Altrimenti, allora perché costruire un secondo tunnel? Anzi, visti i costi di livello ambientale che tuttora siamo chiamati a sopportare per le merci europee che passano dalla Svizzera, perché non introdurre direttamente, adesso, una pedaggio per i mezzi pesanti (e magari ridurre il prezzo del treno)?
Nel settore sanitario si contano oltre 2000 decessi l’anno per cause connesse all’inquinamento ambientale. Molte persone soffrono di malattie respiratorie, da attacchi d’asma fino a bronchiti croniche e cancro ai polmoni. E l’inquinamento dell’aria è solo uno dei problemi, ai quali è da aggiungere l’inquinamento fonico. Già a partire da un livello sonoro di 40 dB, il corpo reagisce con disturbi del sonno, aumento della pressione sanguigna e cambiamenti di frequenza cardiaca (studi del prof. Röösli). 1.2 milioni di persone sono ogni giorno esposte a valori ben oltre superiori al limite legale. In futuro non vi sarà sicuramente una tendenza al miglioramento, a meno che non si riduca già oggi il traffico inquinante. Ma allora perché costruire una seconda galleria, se si vuole ridurre il traffico?
L’imminente apertura della galleria dell’AlpTransit è una grande opportunità per trasferire il traffico su rotaia. Questa è una soluzione infinitamente migliore rispetto a quella di regalare miliardi di franchi alle Lobby del cemento e delle autostrade. Nel 2010 sono state trasportate su strada 14.3 milioni di tonnellate di merci attraverso la Svizzera. Se lo stesso quantitativo fosse stato trasportato su ferrovia, si sarebbe consumato circa il 75% di energia in meno.
La Svizzera deve dare l’esempio! Se costruissimo un secondo Tunnel, il segnale che daremmo all’Europa sarebbe quello di un paese che non crede fino in fondo alla sua politica energetica, non ha più tanta voglia di investire nella ferrovia ma appoggia anche il traffico su gomma. Qui noi abbiamo la possibilità di distinguere il nostro coraggio di intraprendere misure concrete per la salvaguardia dell’ambiente.
Purtroppo le code al Gottardo continueranno a snervare gli automobilisti. Molte persone vedono nella costruzione della seconda galleria la soluzione al problema traffico. Cari lettori, non è così. Di fatti costrurire nuove strade porta la gente a preferire la macchina, quindi porta più traffico. Cosa vogliamo fare? Costruire anche la terza e la quarta galleria? Proprio per questo la soluzione non stà nel costruire nuove strade, ma nel cambiare drasticamente, coraggiosamente, diligentemente, la concezione di mobilità. Non più auto riempite da solo una persona, non più camminare per chilometri per trovare una fermata del bus, non più aspettare alla fermata che qualche autobus si degni di accompagnarci, magari nel traffico. Questa non è mobilità.
Ecco perché i Giovani Verdi non vogliono il raddoppio della galleria autostradale del Gottardo
Marco Patuzzi
Giovani Verdi
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