
Non vorrei che l’imminente votazione sulla Legge federale per la pianificazione del territorio (LPT) si ritorcesse ancora una volta contro gli interessi del Ticino. Penso che i ticinesi possano trarre tranquillamente le proprie conclusioni da quanto successo in occasione della recente iniziativa popolare sul tema delle residenze secondarie. In questo caso, forse il tema è complesso e troppo tecnico, probabilmente non tutti ne hanno compreso la portata e sicuramente troppi portatori di interesse vogliono far prevalere le proprie visioni sulla tematica. Sta di fatto che diventa più che mai importante informare il cittadino in maniera esauriente visto che ne va della proprietà privata, dell’ingerenza dello Stato nei confronti del cittadino nonché nella perdita di competenze e di potere del nostro Cantone. Per quanto riguarda l’informazione chiara ed esaustiva al cittadino - sebbene il tema sia di carattere federale - penso che per molti sarebbe cosa gradita leggere la risposta all’interrogazione del Gruppo PPD+GG dello scorso 12 novembre rivolta al Consiglio di Stato. Possibilmente prima del 3 marzo 2013. Tra le varie domande poste al Governo alcune risultano certamente importanti per capire la posizione ufficiale del Cantone, ma anche per chiarire diversi quesiti fondamentali. Tra questi, ne cito alcuni: quali sono i possibili punti critici contenuti nella Legge federale che riguardano il Ticino? E gli obblighi posti ai Cantoni dalla Confederazione in materia di pianificazione? È vero che con la LPT le zone periferiche rischierebbero di essere più penalizzate nel senso che vi saranno dei possibili dezonamenti ed un ridimensionamento delle zone edificabili? Quali modifiche o adattamenti sono previsti nell’ambito della regolamentazione della compensazione dei vantaggi (prelievo del plus-valore)? Quanto è concreto il rischio che un privato cittadino possa trovarsi espropriato di un suo terreno con l’eventuale entrata in vigore della LPT? Questi sono solo alcuni degli elementi che creano parecchie perplessità e contribuirebbero a chiarire l’opinione dell’elettore medio per l’imminente votazione. E stiamo parlando di quello stesso cittadino che ha a cuore il diritto di proprietà. Basti pensare che con la nuova legge i terreni non oggetto di edificazione entro i prossimi 15 anni, verrebbero obbligatoriamente dezonati. Ma sarà veramente così? Per non parlare delle possibili perdite di competenze: in pratica, Comuni e Cantoni - tradizionalmente impegnati nella gestione del territorio - sarebbero de facto posti sotto tutela, visto che la Confederazione si troverebbe poi ad imporre principi uniformi per tutto il territorio nazionale a discapito delle specificità territoriali. Siamo pronti a cedere ulteriori competenze alla Berna federale? E non dimentichiamoci della questione del plusvalore che imporrebbe ai proprietari di terreni toccati dalla nuova pianificazione di pagare una tassa di almeno il 20% (verosimilmente del 40% in Ticino) sia che si costruisca sia che si venda. Insomma, di carne al fuoco ce n’è tanta, ma abbiamo veramente bisogno dei giusti condimenti altrimenti la digestione sarà davvero pesante. Con la giusta informazione sono sicuro che i ticinesi sapranno decidere con buon senso visto che questa legge in fin dei conti andrà a toccare direttamente gli interessi del singolo cittadino. Marco Passalia deputato PPD in Gran Consiglio e Vice-direttore Camera di commercio, dell'industria, dell'artigianato e dei servizi del cantone Ticino
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