
Mozione - Maggior trasparenza sui prestatori di servizi esteri Dall’entrata in vigore dell’accordo tra l’Unione europea ed i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC), in vigore dal 1° giugno 2002, i cittadini dell’UE-25/AELS e i lavoratori distaccati in Svizzera da imprese o società con sede in uno Stato dell’UE-25/AELS non necessitano più di un permesso per svolgere un’attività lucrativa di durata inferiore a tre mesi o 90 giorni effettivi per anno civile. Queste persone continuano tuttavia a soggiacere all'obbligo di notifica. Di regola la notifica è effettuata dal datore di lavoro. Per i soggiorni più lunghi occorre, come in passato, un titolo di soggiorno. La procedura è descritta in maniera circostanziata al capitolo 4 delle istruzioni dell’Ordinanza sull'introduzione della libera circolazione delle persone (OLCP). Più nello specifico, sottostanno all’obbligo di notificarsi sin dal primo giorno: • i cittadini dell’UE-25/AELS con assunzione d’impiego presso un datore di lavoro in Svizzera; : • i prestatori di servizio indipendenti cittadini dell’UE-25/AELS la cui ditta ha la propria sede sul territorio dell'UE-25/AELS e i lavoratori dipendenti distaccati da una ditta con sede sul territorio dell’UE-25/AELS che svolgono un’attività in uno dei settori seguenti: o edilizia, ingegneria e rami accessori dell’edilizia, o ristorazione, o lavori di pulizia in aziende o a domicilio, o servizio di sorveglianza e di sicurezza, o commercio ambulante (deroga: i collaboratori di circhi e fiere sono tenuti a notificarsi solo a partire dall'ottavo giorno), o settore a luci rosse. Le statistiche dimostrano come negli ultimi anni si è verificato un netto aumento delle persone notificate. Secondo i datiaggiornati al 31.01.2013 dell’Ufficio federale della migrazione nel 2012 vi sono state 21’313 notifiche, mentre nel 2005 queste ultime si attestavano a 7’830. Salvo nell’anno di crisi del 2009, l’evoluzione è rimasta costante e le cifre dimostrano che anche in futuro non avverrà un cambio di rotta. In questo contesto, l'Associazione interprofessionale di controllo (AIC) – che si occupa essenzialmente di verificare il rispetto delle regole da parte dei lavoratori e delle ditte estere presenti in Ticino - ha effettuato nel 2012 ben 1'962 controlli, pari al 9.6% delle notifiche, constatando in totale 881 infrazioni. In altre parole, se fosse stato controllato il 100% delle notifiche, le infrazioni presumibili ammonterebbero a circa 9'000 casi, ovvero quasi la metà del totale. Sulla base delle considerazioni precedenti, il Gruppo PPD+GG è convinto che per garantire maggiore trasparenza sul mercato del lavoro svizzero ma anche nelle discussioni politiche relative alle tematiche transfrontaliere, sia necessaria una maggiore trasparenza circa la presenza dei lavoratori distaccati provenienti dall’estero che effettuano delle prestazioni di servizio all’interno dei confini nazionali. Inoltre, si ritiene utile rendere pubblico quali aziende ticinesi e persone fisiche residenti si appoggiano a ditte estere per eseguire determinati lavori sul nostro territorio per valutare le lacune settoriali e regionali della nostra economia e le relative opportunità lavorative. In questo modo, chi all’interno del nostro territorio cantonale dovrà beneficiare di una determinata prestazione potrà così scegliere con maggior cognizione di causa a quali aziende far eseguire dei lavori valutando l’assegnazione dei lavori non unicamente sulla base del prezzo ma anche in base ad altri criteri più qualitativi. Facendo uso delle facoltà previste dall'art. 101 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato, il Gruppo PPD+GG chiede di rendere pubblica la lista delle notifiche dei prestatori di servizi esteri e di chi nel nostro cantone beneficia di queste prestazioni; subordinatament
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