
L’Iniziativa delle Alpi ha recentemente compiuto 20 anni. Il binomio “articolo sulla protezione delle Alpi” e “San Gottardo” è spesso messo in contrapposizione, soprattutto dagli stessi iniziativisti. Ebbene, oggi, con la discussione sul risanamento della galleria autostradale, che prevede la realizzazione di una seconda galleria senza aumento della capacità di traffico, ciò non è più assolutamente in contrasto. Mi spiego.
Il progetto di risanamento del tunnel del San Gottardo, proposto dal Consiglio federale per evitare l’isolamento della Svizzera e del Ticino sull’asse nord-sud, rispetta l’articolo 84 della Costituzione federale che indica quanto segue: “la capacità delle strade di transito nella regione alpina non può essere aumentata”. Per convincere i più sospettosi ed i malpensanti, il Consiglio federale ha anche voluto iscrivere questo principio in maniera chiara nella legge sul transito stradale nella regione alpina, ora in discussione alle Camere federali, prevedendo sì la realizzazione di una seconda canna al San Gottardo ma esplicitando anche, al capoverso 2, che “non è consentito ampliare la capacità della galleria”. Per rispettare questo principio in ciascun tubo si potrà dunque circolare solo su una sola corsia di marcia.
A questo punto, se la Costituzione svizzera e le nostre leggi non sono semplicemente delle buone intenzioni scritte su un pezzo di carta - come proclamato da certuni - risulta evidente come non vi siano vie di scampo per chi inneggia con slogan populisti che l’Unione Europea potrà forzare la Svizzera ad aprire quattro corsie nel San Gottardo. Non da ultimo, lo scorso 9 febbraio il popolo elvetico ha confermato chiaramente che la Svizzera è sovrana e che nessuno, in particolare l’Unione europea, può obbligare o imporre ciò che i cittadini non desiderano. Per una questione di coerenza, dunque, anche quelle aree ambientaliste che tanto hanno sostenuto l’iniziativa sull’immigrazione di massa insistendo sulla sovranità svizzera, non dovrebbero essere molto più cauti ad utilizzare lo spauracchio dell’Unione europea.
Infine, non dimentichiamoci che al centro della discussione sul risanamento del San Gottardo c’è il tema della sicurezza. È inutile continuare a negare che due tubi separati, ognuno con la sua corsia di marcia, siano meno sicuri del traffico frontale attuale per oltre 17 chilometri. La necessità di risanare la galleria attuale, ormai datata e bisognosa di migliorie, è un’opportunità da cogliere per migliorare la sicurezza di tutti gli utenti. Chi non ha mai sentito quel brivido di timore quando deve affrontare tutti quei chilometri con auto e camion che si incrociano continuamente? Certo, probabilmente le statistiche affermano che vi sono più morti sulle strisce pedonali, ma un solo scontro frontale in galleria può rivelarsi una catastrofe. Penso che tutti ricordano le immagini dell’incidente del 2001 con la galleria in fiamme… Ritengo quindi opportuno essere pragmatici e realisti lasciando da parte l’ideologia per affrontare un problema, quello del risanamento del San Gottardo, che sarà fondamentale per il futuro sociale ed economico del Ticino.
Marco Passalia, deputato PPD+GG in Gran Consiglio
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