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Marco Passalia - Ancora una votazione sull'AVS
Marco Passalia - Ancora una votazione sull'AVS
Marco Passalia - Ancora una votazione sull'AVS
Redazione
10 anni fa

Non è la prima volta che siamo chiamati ad esprimerci sul futuro dell’AVS. Un tema fondamentale di portata intergenerazionale su cui alle prossime votazioni il popolo svizzero dovrà decidere se aumentare del 10% tutte le rendite dei pensionati. Si tratta di una proposta ("AVSplus") promossa e sostenuta dall’Unione sindacale svizzera. Come molte delle iniziative che abbiamo respinto negli anni, anche quest’ultima mette in pericolo la salute finanziaria della nostra previdenza vecchiaia e non tiene conto del patto generazionale alla base del sistema pensionistico. Fin da subito richiederebbe uno sforzo finanziario di 4 miliardi di franchi all’anno in più per poter finanziare le nuove rendite, distribuite a pioggia, senza nessuna distinzione. Le casse dell’AVS sono in deficit dal 2014 e non hanno bisogno di ulteriori ammanchi e riforme non strutturali. Le uscite supplementari previste renderebbero ancora più difficili le sfide finanziarie che l’AVS dovrà affrontare a causa dell’aumento della speranza di vita e del raggiungimento dell’età di pensionamento da parte della generazione del baby boom. Solo con il sistema attuale, il deficit previsto per l’AVS raggiungerà gli 8,3 miliardi di franchi l’anno entro il 2030.

Chi sarà chiamato a pagare saranno naturalmente i lavoratori e le imprese che vedrebbero aumentarsi i prelievi sui salari. Tutto ciò si tramuterebbe in un aumento generalizzato dei costi, già oggi molto alti rispetto alle nazioni a noi vicine. La nostra economia è sottoposta a diverse pressioni e non ha bisogno di un ulteriore indebolimento della sua concorrenzialità. Un aumento dei contributi ricadrebbe inoltre sui giovani e le nuove famiglie, la fascia più sensibile della popolazione. Non bisogna caricare sulle loro spalle il futuro del sistema di previdenza vecchiaia odierno quando la loro futura rendita non sarebbe garantita.

L’iniziativa “AVSplus” è stata concepita male fin dal principio poiché non aiuta chi ha veramente bisogno: i beneficiari delle prestazioni complementari (PC) non sarebbero assolutamente favoriti, anzi, vedrebbero la loro situazione peggiorare. Un aumento della rendita provocherebbe difatti una diminuzione delle PC e un’eliminazione del diritto ad altri sussidi.

Concludendo è evidente che l’AVS necessiti di una riforma. Bisognerà però intervenire sulla flessibilità dell’età di pensionamento e sulla stabilità finanziaria. Il Consiglio federale, con la riforma Previdenza per la vecchiaia 2020, propone una revisione del 1° e del 2° pilastro affinché venga mantenuto l’equilibrio finanziario dei due pilastri garantendolo nel lungo periodo. Misure unilaterali, come quelle previste dall’iniziativa «AVSplus: per un’AVS forte», non tengono conto dell’approccio globale della riforma. Votiamo quindi NO il prossimo 25 settembre.

Marco Passalia

Deputato PPD in Gran Consiglio

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