
Il 15 marzo tante/i giovani hanno sfilato nelle strade di parecchie città del mondo per manifestare la propria determinazione a favore di interventi decisivi per arrestare la progressione dei cambiamenti climatici. Anche in Ticino si è formato in poco tempo un appassionato movimento che ha animato la discussione tra giovani e meno giovani. L’energia e la determinazione delle nuove generazioni, le quali si troverebbero a pagare il prezzo più caro delle passate politiche nel caso non si cambiasse rotta immediatamente, sono gli ingredienti necessari per alimentare il coinvolgimento necessario al cambiamento.
Questa energia può essere utilizzata per co-determinare l’agenda di quella politica ancora poco o per niente sensibile alle questioni ecologiche. Le/i giovani possono esplicitare questa loro determinazione sulle piazze, a scuola, ma anche nelle proprie case con genitori, nonni e parenti. Con un capillare lavoro di rete (virtuale e reale), si può arrivare a coinvolgere sempre più persone di diverse generazioni, per giungere alla massa critica necessaria per fare la differenza.
Con la loro facilità nel muoversi in rete, le/i giovani possono anche contribuire a veicolare idee, good practices, biblio- e sitografie interessanti che possano contribuire a trovare soluzioni creative ed efficaci per azzerare gli impatti ambientali climalteranti ed inventare stili di vita ecologicamente e socialmente sostenibili. Il cambiamento delle abitudini, se non vogliamo farcelo imporre da “forze maggiori”, deve cominciare nelle nostre teste.
Lasciamoci sorprendere. Vi è la possibilità che in questo ambito siano proprio le giovani generazioni a fare scuola!
Marco Noi
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