
La votazione del 20 ottobre ha sancito per la Lega dei Ticinesi una nuova battuta d’arresto, dopo quella delle cantonali di aprile. Ci si poteva aspettare che il Movimento di Via Monte Boglia si mettesse in discussione, ma a parte qualche riflessione sulla “governance” interna e sull’importanza di ritornare ad ascoltare la gente, leggendo le reazioni del primo Mattino post 20 ottobre, sembra che l’importante rimanga lo scaraventarsi con veemenza contro i nemici politici.
Uno dei “nemici giurati” del momento é certamente la coalizione rosso-verde che più di tutte appariva attrezzata (per storia e credibilità) a meglio interpretare il tema dell’emergenza climatica e dell’emergenza sociale, entrambi figlie di un’esasperata economia neoliberale utilitarista che vede l’ambiente e l’umano come pietra d’inciampo della sua ormai “ineconomica” ideologia.
Non è un caso che in campagna elettorale proprio la coalizione rosso-verde sia stata presa di mira dal domenicale leghista (non l’unico, a dire il vero) per paura di perdere un seggio al Consiglio Nazionale. Ora che la Lega ha effettivamente perso un seggio a favore della Verde Greta Gysin, sembrano ripartire le stesse litanie. Angurie! Verdi fuori e rossi dentro; spalancatori di frontiere, se abbiamo problemi ecologici è perché siamo qui in troppi per colpa loro; questi isterici ci porteranno alla rovina con gli ecobalzelli; ecco, smascherati, lo fanno solo per le cadreghe! E via dicendo …Cercare di smascherare incongruenze, ambiguità e talvolta ipocrisie in un discorso politico, fa parte del gioco. Non sorprende dunque che la LdT, sentendosi in pericolo, lo pratichi soprattutto con il suo megafono domenicale, arrivando spesso a deformare in maniera crassa la realtà, per tirare acqua al suo mulino. Non sarebbe male se la Lega e soprattutto il Mattino della domenica imparino anche a riflettere sulle proprie di ambiguità. Qualche esempio?
Se la Lega pensa che siamo qui in troppi, perché allora non ha minimamente sostenuto l’Iniziativa dei Giovani Verdi Svizzeri di bloccare l’ampliamento delle zone edificabili? Perché la Lega, al contrario dei Verdi, sostiene a spada tratta una riforma fiscale neoliberista che vuole attirare da fuori nuove aziende, per le quali inesorabilmente si cercherà personale formato a basso costo appena aldilà della frontiera, incitando così il dumping sui salari dei cosiddetti” nostri”? Perché la Lega, di nuovo al contrario dei Verdi, ha contribuito ad affossare il progetto nato dal basso - dalle maestranze e da quella numerosa gente dalla parte della quale dice di essere - di ristrutturare le storiche officine di Bellinzona, per di più diventando tutto d’un tratto amica dell’odiato “superpagato balivo” Andreas Meyer? Con quali persone pensa venga riempito il sedicente “quartiere modello” (3000-4000 persone) della rampante Bellinzona?
Come si può vedere da questi pochi esempi i problemi della Lega non sono i “Verdi Gretini”, bensì l’incoerenza del suo stesso discorso politico, che da una parte predica la difesa della propria gente, del proprio territorio, della propria operosità e ingegnosità e dall’altra nell’agire politico sconfessa e avvilisce tutto questo, assecondando di fatto neoliberismo e globalizzazione. Oramai, anche per la Lega i profili dei nostri sono scarsi… Intanto l’UDC ringrazia.
Vedremo se il nuovo corso appena delineato in Via Monte Boglia, permetterà alla Lega di ritrovare la sua anima veramente sociale. Per quella ecologica, bisognerà ancora lavorarci un po’.
Marco NoiI Verdi del Ticino
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