
Dopodomani si chiude il voto sull’iniziativa “Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa”. Essa chiede che le spese legali assunte da persone scagionate da reati penali commessi nel difendersi da un’aggressione vengano coperte dallo Stato a tariffa piena e non secondo la tariffa dell’avvocato d’ufficio come accade attualmente.Questa iniziativa ha preso spunto da alcuni fatti di sangue avvenuti nel nord Italia e uno anche nel Canton Ticino qualche tempo fa e che hanno scatenato molte discussioni sull’opportunità o meno di addirittura legittimare le persone a difendere la propria incolumità ed il proprio patrimonio con il fucile. Un tentativo in questa direzione venne fatto con una mozione di Lorenzo Quadri del dicembre 2013 con la quale chiedeva al Consiglio Federale di garantire l’impunità a chi si difende con eccesso di legittima difesa in casa propria.L’iniziativa si inserisce in questo ordine di idee. Tuttavia, invece di ampliare il diritto alla legittima difesa, comincia con il voler ampliare il diritto alla copertura dei costi legali, già garantita oggi alle tariffe di un difensore d’ufficio, concedendo la copertura completa dei costi di un avvocato di fiducia. Con questo piccolo passo si crea dunque una disparità di trattamento, solo perché si vuole esaltare la legittima difesa, rispetto a tutte le altre fattispecie di natura penale in cui una persona può trovarsi a doversi difendere. Questa iniziativa, con chiari connotati politici, mira a nutrire una visione del Cantone dove ci sarebbero pericolosi criminali provenienti dall’estero dal quale il residente, “vittima eroica”, deve difendersi con misure estreme perché lo Stato non ha saputo proteggerlo.Se dovessimo guardare tutte quelle situazioni in cui lo Stato, non riesce a proteggere le cittadine ed i cittadini - pensiamo semplicemente alle ben più numerose violenze sulle donne, sui bambini o sugli anziani - avremmo un bel da fare per indennizzare e lenire a “tariffa piena” perdite, ferite e torti morali, che questa iniziativa minimamente non considera. Ognuno però in cuor suo sa bene che il cosiddetto Stato, che siamo poi noi, non può indennizzare a tariffa piena i rischi della vita, come se fosse una polizza assicurativa “casco totale”. Casomai possiamo fare in modo che questi rischi vengano contenuti e resi sostenibili attraverso la solidarietà ed il reciproco sostegno. Non è certamente l’intento di questa iniziativa.
Marco NoiI Verdi del Ticino
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