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Marco Jermini: Per un futuro energetico ragionevole e sicuro
Redazione
15 anni fa

L'Azienda elettrica ticinese deve poter conservare la partecipazione alla nuova centrale di Lünen: una centrale moderna, che aumenta l'efficienza energetica globale dal 35% al 50% rispetto alle vecchie centrali a carbone. Questa efficienza è data anche dal fatto che a Lünen si realizza un impianto di teleriscaldamento che permette di sostituire impianti di riscaldamento tradizionali. È l'efficienza energetica, oltre ai notevoli accorgimenti ambientali a protezione dell'aria e del suolo, che ha indotto il governo rossoverde (Socialisti e Verdi) ad investire in questo tipo di nuove centrali a carbone. Una strategia con la quale ci si prepara pure all'abbandono dell'energia nucleare, nettamente più pericolosa, come si è visto recentemente con la catastrofe di Fukushima.Per il Ticino perdere la partecipazione, costata 35 milioni di franchi, alla centrale di Lünen vuol dire perdere il 30% di energia necessaria a soddisfare i nostri consumi. Per sostituire una simile quantità di energia pari a 900 GWh annua occorrerebbe investire 5 miliardi di franchi in impianti fotovoltaici oppure 1,5 miliardi in impianti eolici in Ticino: tempo e denaro che al momento non abbiamo! Pertanto se il Ticino perdesse la partecipazione alla centrale di Lünen, l'Azienda elettrica ticinese dovrebbe comperare l'energia mancante sul mercato dell’elettricità: e lì troverebbe principalmente energia grigia, prodotta cioè da centrali nucleari e da vecchie centrali fossili, che sono nettamente più pericolose e inquinanti di Lünen. L'iniziativa "AET senza carbone" non libera quindi il Ticino dall'energia prodotta con il carbone, anzi ci obbligherà ad acquistare energia di qualità ambientale peggiore a costi maggiori.Inoltre l'iniziativa non prevede misure atte a finanziare il risparmio energetico e le energie rinnovabili: strano, per essere un'iniziativa che vuole fare un discorso avveniristico. Per contro, con il controprogetto all'iniziativa si propone la creazione di un fondo da 100-160 milioni di franchi per le energie rinnovabili, che permetterà nel periodo di transizione 2015-2035 di fare grossi passi avanti nel nostro Cantone. A partire dal 2035 il Ticino avrà poi la possibilità di riscattare una serie di impianti idroelettrici in Valle Maggia (Peccia, Cavergno e Verbano) pari a 978 GWh, ossia l'equivalente della partecipazione ticinese alla centrale di Lünen.La votazione del prossimo 5 giugno sull'iniziativa “AET senza carbone” non deve sconfinare nella facile emotività. L'approvazione dell'iniziativa non è ragionevole, per due semplici motivi: non risolve minimamente il problema ambientale (né da noi né altrove) e causa grossi problemi di approvvigionamento al nostro Cantone. È meglio quindi sostenere il controprogetto, che permette al Canton Ticino di abbandonare sia il carbone sia il nucleare in tempi ragionevoli, senza creare un ammanco energetico per un ventennio.

Marco Jermini, già consigliere comunale PS, Lugano e già direttore del Centro Europeo Ambiente e Salute dell’OMS di Roma

 

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