
GastroTicino, la più grande associazione padronale del settore, esprime soddisfazione per l’approvazione da parte del Gran Consiglio ticinese, della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear). Il Parlamento ha infatti condiviso l’obiettivo del Consiglio di Stato e della Commissione della legislazione, di portare un miglioramento normativo e organizzativo in un settore estremamente importante per il Ticino turistico ed economico. La nuova legge non sarà una rete che imbriglia l’attività degli esercenti, ma uno strumento che pone regole precise e che consente quindi di poter lavorare in modo efficace, efficiente e in stretta collaborazione con le autorità. Particolare soddisfazione viene dal riconoscimento da parte delle autorità del ruolo imprescindibile della formazione. La trasformazione del certificato di capacità in “diploma cantonale” - mantenendo l’esame organizzato dal Cantone - è un passo ulteriore verso il mantenimento e il miglioramento di uno standard professionale qualitativo, assolutamente necessario per un settore che è uno dei pilastri del turismo e biglietto da visita del Cantone. GastroTicino è da tempo pronta a questo mutamento e da mesi ha adattato i propri programmi didattici, facendo dei corsi uno strumento di formazione e apprendimento all’avanguardia, proseguendo così un’attività formativa che può vantare oltre mezzo secolo di esperienza e un’approfondita conoscenza del settore. I corsi a moduli proseguono e già dalle prime esperienze il giudizio dei partecipanti è positivo. L’attività di esercente resta quindi subordinata all’ottenimento del diploma, garantendo così qualità, professionalità e serietà. Tra le novità sostanziali che GastroTicino saluta con piacere, poiché è strumento che combatte le gerenze fittizie, è l’introduzione di un unico soggetto giuridicamente responsabile dell’esercizio pubblico verso le autorità: il gerente. La “Lear”, infatti, non contempla più la figura del proprietario dell’immobile (titolare di patente) e quella del gestore. L’intervento dell’Amministrazione cantonale resta quindi circoscritto all’attività del gerente, unico soggetto giuridico destinatario delle decisioni di rilascio o revoca dell’autorizzazione nonché dei provvedimenti sanzionatori conseguenti alla trasgressione degli obblighi dell’attività di esercente. Grazie a questa impostazione il problema delle “gerenze fittizie” dovrebbe essere risolto. Da segnalare, inoltre, che nella LEAR il ruolo dei Municipi risulta accentuato, in quanto saranno loro a verificare l’idoneità dei locali e delle strutture degli esercizi pubblici. GastroTicino, ritiene che si sarebbe potuto approfittare della revisione per regolare in modo differente l’attività dei take-away; commerci che troppo spesso assumono il ruolo di ristoranti, senza tuttavia essere assoggettati alla Lear. Come emerso dal dibattito parlamentare, confidiamo nell’intensificazione dei controlli, affinché in questi locali non si consumi ma si effettui solo la vendita. Oltretutto i take-away sono assoggettati a un tasso IVA del 2,4%, contro il 7,6% della ristorazione. Un differente trattamento che penalizza i clienti e contro il quale è in corso la raccolta firme legata all’iniziativa federale lanciata da GastroSuisse dal titolo “Basta con un’IVA discriminatoria per la ristorazione”. L’appello ai clienti è di firmare l’iniziativa federale. Peccato, che il Parlamento non abbia accettato la proposta di non obbligare più gli esercenti a regalare l’acqua di rubinetto durante i pasti principali. Siamo d’accordo con chi nel dibattito ha sottolineato come l’obbligare un imprenditore a fornire una prestazione gratuita, lasci davvero perplessi. Rimaniamo l’unica categoria di imprenditori obbligati a fornire una prestazione gratuita. Mai nessun esercente ha negato un bicchiere d’acqua. Ma, nell’ambito della cultura dell’accoglienza, ci sarebbe piaciuto di più regalare un bicchiere d’acqua, piuttosto che essere obbligati a farlo! GastroTicino auspica ora, come garantito durante la
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