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Marco Chiesa - Un nuovo progetto per il Ticino
Redazione
14 anni fa

La rapidità dei cambiamenti che intervengono a livello internazionale mette in crisi i modelli di crescita e di sviluppo fino a oggi immaginati. Anche importanti settori economici, quali ad esempio quello bancario e finanziario, ancora locomotiva del nostro benessere, stanno per essere, o sono già, rimessi in discussione a causa della pressione internazionale sul nostro segreto bancario. È dunque divenuto indispensabile riflettere su questi nuovi scenari e attualizzare o concepire nuovi indirizzi strategici per il nostro Cantone. Come possiamo prevenire e/o attutire gli effetti nocivi di questo fenomeno? Quale Ticino desideriamo per le generazioni future? Quale sarà il futuro della nostra economia? Quali potranno essere i nostri futuri punti di forza? Quali condizioni quadro auspichiamo per garantire l’attrattività del Ticino rispetto ad altre zone direttamente o indirettamente concorrenti? Quali elementi conducono e potrebbero condurre anche in futuro una ditta industriale o di servizi a operare nel/dal nostro territorio? Quali saranno gli effetti sull’occupazione? E quale ruolo dovrà giocare l’ente pubblico? Nella metà degli anni novanta “la crisi economica che aveva colpito l’insieme delle economie europee aveva fortemente inciso anche sull’economia del Cantone Ticino. Parte delle sue strutture si rivelava fragile e in seria difficoltà davanti alle sfide imposte dall’internazionalizzazione e dalla globalizzazione dei mercati”1. Partendo da queste premesse l’allora Unione di Banche svizzere, Regione Ticino, aveva promosso, in collaborazione con il dipartimento delle finanze e dell’economia del cantone Ticino, e con il sostegno delle principali associazioni economiche del Cantone, uno studio sul futuro della nostra economia dal titolo “Progetto Ticino. Spunti di riflessione sul divenire dell’economia ticinese”. L’allora UBS aveva attribuito sei mandati di ricerca su temi specifici. Ai ricercatori si erano affiancati sei gruppi di lavoro costituiti da operatori economici, imprenditori e rappresentanti dell’Amministrazione cantonale. Nell’ambito di riunioni, moderate da giornalisti della piazza, i gruppi di lavoro hanno contribuito a fornire ai ricercatori gli elementi per l’analisi e il quadro di riferimento indispensabili ad assicurare la coerenza della riflessione. Un bell’esempio , a nostro avviso, di confronto di idee e di ricerca in favore del nostro territorio. Nel marzo 1999, poi, il Dipartimento delle Finanze e dell’economia completava un documento dall’emblematico titolo: “Strategia e misure puntuali di sostegno al rilancio economico in Ticino”. Nella sua seconda sezione intitolata - Il "libro bianco" sullo sviluppo economico – il testo spiegava i motivi che avevano spinto il Dipartimento a chiedere l’elaborazione di uno studio che prevedesse lo sviluppo economico del nostro Cantone nello scenario della globalizzazione. Ecco l’incipit di tale introduzione: “Per elaborare una strategia di sostegno al rilancio economico adatta allo scenario della globalizzazione, abbiamo ritenuto indispensabile sollecitare un contributo analitico e propositivo ("Libro bianco") che individuasse i settori nei quali il Ticino potrà inserirsi con successo in futuro. Il documento è stato messo a punto dal prof. Carlo Pelanda, docente all'Università della Georgia (USA) ed esperto di problemi di ri-sviluppo economico a partire da condizioni di sviluppo maturo, in collaborazione con un gruppo informale di economisti, funzionari e operatori economici designato dal DFE. Il documento è stato pubblicato il 23 marzo 1998 (“Ticino 2015. Libro bianco sullo sviluppo economico cantonale nello scenario della globalizzazione”). Compito del Libro bianco era mettere a punto per ciascun settore, considerato nel novero di quelli su cui potrebbe basarsi la nuova crescita del Ticino, una strategia di lungo periodo (con termine temporale convenzionalmente fissato nel 2015), alla quale finalizzare gli sforzi congiunti del privato e dello Stato. Si trattava in concreto di individuare o costruire

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