
La stampa si è recentemente occupata della questione relativa alle antenne di telefonia mobile. Si tratta di un tema sempre attuale che desta interesse ma anche preoccupazione in seguito alla rescissione dell’accordo di coordinamento vigente fra il Cantone e gli operatori di telefonia mobile. È cosa nota che la comunità scientifica non è unanime riguardo alla nocività o alla totale innocuità delle radiazione da esse emesse, mentre sembra consolidata e comunemente accettata la soglia di sicurezza fissata dalla specifica ordinanza oltre la quale le immissioni vengono considerate come potenzialmente dannose. Se quindi dal punto di vista del valore limite da rispettare esso viene dai più considerato ragionevole, molto meno lo è, in parecchi casi, l’ubicazione scelta per la posa di un nuovo impianto o il potenziamento di uno già esistente, leggi l’arrivo di nuove tecnologie. Al di là dell’evidente e comprensibile fastidio dato dalla presenza di un tale impianto nelle vicinanze della propria abitazione, viene da chiedersi quali siano i criteri che definiscono l’ubicazione degli impianti. È altresì cosa nota che, recentemente, è stato rescisso dagli operatori il coordinamento degli impianti che permetteva di decidere in modo congiunto le ubicazioni più adatte a tale scopo, e questo dopo una decina d’anni dalla sua sottoscrizione. Quest’ultimo aspetto non va sottovalutato! Con la presente Interrogazione parlamentare chiediamo pertanto al Consiglio di Stato di voler da seguito alle seguenti domande: 1. Attraverso la stampa si apprende che il coordinamento è stato rescisso da parte degli operatori. Ritenuto che, il Governo appoggiava e contribuiva alla buona riuscita del coordinamento, come spiega il fatto che si sia giunti a tanto? Quali azioni ha intrapreso affinché non si giungesse alla rescissione? 2. Un operatore ha recentemente annunciato il lancio della nuova tecnologia 4G e gli altri operatori verosimilmente la lanceranno nel prossimo futuro. Com’è possibile che questo avvenga senza che le antenne vengano coordinate? 3. Il recente caso delle centinaia di opposizioni ad una domanda di costruzione a Ponte Capriasca è sintomo di un certo timore che rimane vivo, o addirittura si amplifica, in seguito alla rescissione del coordinamento, inerente la tematica delle antenne di telefonia mobile. Fra gli aspetti più contestati figura ovviamente la posizione centrale del ripetitore. Preso atto che non esiste più l’accordo di coordinamento, come valuta il Governo tali domande di costruzione? 4. In seguito all’avvento della nuova tecnologia 4G, c’è da aspettarsi un aumento massiccio di nuove antenne sul territorio? 5. Ritenuto che, il territorio è ormai già coperto dal servizio di telefonia mobile, è ipotizzabile convertire le antenne esistenti con quelle di nuova tecnologia 4G senza il loro numero aumenti a dismisura?
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