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Marco Chiesa - Coinvolgere i frontalieri nella correzione del disavanzo
Redazione
13 anni fa

Iniziativa parlamentare generica -Aggiornare il moltiplicatore comunale per il calcolo delle imposte alla fonte L’Unione Democratica di Centro condivide con il Consiglio di Stato l’importanza di correggere derive finanziarie legate all’evoluzione della spesa pubblica e più in generale l’obiettivo di godere di finanze sane. A nostro avviso molto può essere fatto grazie allo strumento del freno alla spesa, da noi riproposto a mezzo di un’iniziativa generica del 18 aprile 2012 e dell’iniziativa parlamentare elaborata del 12.3.2012 dal titolo “un progetto fiscale per il Ticino” che permetterebbe un rilancio della nostra attrattività fiscale intercantonale. Ciò che, al contrario, non riteniamo corretto è il fatto che al risanamento delle finanze cantonali, che per inciso soffrono di un deficit strutturale, si intenda agire solamente facendo leva sui cittadini ticinesi e residenti. A questo proposito abbiamo chiesto al Consiglio di Stato di lavorare su un’ipotesi fiscale che permetta l’introduzione, sotto forma di tassa, di imposta o di qualsiasi altro prelievo mirato, di un contributo finanziario da parte dei lavoratori frontalieri. La risposta, peraltro del tutto attesa, non ha lasciato spazio ad alcuna prospettiva in tal senso: “l'attuale ordinamento giuridico (principi dell'imposizione fiscale, art. 127 della Costituzione federale) non permette un prelievo nelle forme auspicate né in forma diretta, né tramite imposizione alla fonte, che coinvolga unicamente i lavoratori frontalieri nell'intento di correggere il disavanzo strutturale del Cantone.” (Risposta interrogazione 251.12 del 18.10.2012) Nell’ambito del Preventivo 2013 anche i Comuni sono stati chiamati alla cassa per un importo di fr. 20 milioni e tutto lascia pensare, non ultimo il seguente passaggio, che anche in futuro i riversamenti di oneri sui Comuni faranno parte dell’agenda politica cantonale. Va da sé che la decisione del Gran Consiglio di limitare a un anno il contributo di risanamento imporrà già per il 2014 di ricercare una misura alternativa che possa perlomeno compensare i 20 milioni di franchi che decadranno; in caso di mancanza di alternative, il Consiglio di Stato potrebbe riproporre la misura adottata con il preventivo 2013. Questo a prescindere dal ragionamento più ampio che dovrà essere fatto con i Comuni per un trasferimento di competenze e oneri più consistente. Il Consiglio di Stato, preso atto della disponibilità limitata dei Comuni a entrare nel merito di un eventuale trasferimento di oneri di 40 milioni, ridimensiona quindi transitoriamente l’obiettivo per questa legislatura, mantenendolo comunque a 20 milioni, ma conferma l’intenzione di riattivare le riflessioni richieste dai Comuni. Riflessioni, che come già indicato lo scorso anno, durano da parecchi anni e che finora si sono rilevate inconcludenti, a difetto di una difficoltà intrinseca nel rivedere ruoli e compiti dei due livelli di Governo. Alla luce di quanto sopra l’UDC ritiene necessario dar prova di ben altro coraggio istituzionale e, conscia delle grandi opportunità che il nostro Paese offre a lavoratori frontalieri, auspica un aumento della loro pressione fiscale a mezzo di una modifica del seguente articolo della legge tributaria cantonale del 21 giugno 1994: Attuale - Principio Art. 106 1Il Consiglio di Stato stabilisce le aliquote per le imposte alla fonte conformemente alle aliquote per l'imposta sul reddito delle persone fisiche. 2Le aliquote d'imposta alla fonte di cui agli articoli da 104 a 111 sostituiscono le imposte cantonali e comunali prelevate con la procedura ordinaria. L'imposta comunale è calcolata secondo l'onere fiscale medio del Cantone. 3Esse sono, ai fini del calcolo della trattenuta d'imposta alla fonte, aumentate delle corrispondenti aliquote dell'imposta federale diretta. Questo aumento dovrebbe essere attuato prendendo come riferimento per il calcolo dell’imposta comunale un moltiplicatore pari al 100%.

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