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Marco Battaglia - Sì all'economia verde per il bene di tutti
Marco Battaglia - Sì all'economia verde per il bene di tutti
Marco Battaglia - Sì all'economia verde per il bene di tutti
Redazione
10 anni fa

Il 25 settembre saremo chiamati a votare sull'iniziativa "Economia Verde", un'iniziativa poco mediatizzata, ma d'importanza vitale per il nostro futuro.

In breve si chiede che entro il 2050 la Svizzera consumi pro capite l'equivalente di risorse disponibili su un pianeta terra. Ovvero quanto semplicemente a nostra giusta disposizione.

Attualmente abbiamo uno stile di vita insostenibile. Occorrerebbero infatti più di 3 pianeti se ogni abitante del mondo consumasse risorse come noi. Di terre a disposizione però, ne abbiamo una sola. Senza il necessario cambiamento ecologico, sarà la vita stessa in pericolo. Ecco perché è vitale la transizione verso un'economia verde.

L'unanime preoccupazione di scienziati e climatologi è chiara: ci stiamo avviando verso un cambiamento radicale del nostro clima che sconvolgerà e metterà a dura prova la sopravvivenza della civiltà moderna. L'allarmismo sul bisogno di ridurre in fretta le emissioni di gas a effetto serra non è infondato: il cambiamento climatico infatti non essendo lineare, ci concede solo una finestra di tempo limitata per agire. Superati alcuni valori soglia si innescheranno dei cambiamenti irreversibili. Diversi esperti stimano che ci restano al massimo 10 anni per diminuire drasticamente le nostre emissioni ed evitare un aumento superiore ai 2 gradi centigradi, considerato il "massimo sopportabile" dal pianeta per evitare un effetto domino catastrofico.

Governo e industria si oppongono ritenendo l'iniziativa troppo "estrema", come se il cambiamento climatico, definito la più grande minaccia per la nostra esistenza futura, sia meno "estremo". I contrari hanno ragione a dire che questa proposta farà ridurre il consumo delle risorse. Sì, è proprio questo il punto dell'iniziativa. Diminuire il consumo a un livello sostenibile.

È vero anche che la Svizzera ha già fatto più di altri paesi per ridurre il proprio consumo. Tuttavia il cambiamento sta avvenendo troppo lentamente per avere un'efficacia. Negli ultimi 25 anni le emissioni in Svizzera sono calate di solo qualche punto percentuale (!), ma includendo le emissioni importate (in modo netto) dalla Cina e il resto del mondo ci rendiamo conto che il nostro contributo al riscaldamento globale è aumentato anziché diminuire.

Per fortuna siamo ancora in tempo per agire. Il 25 settembre avremo un'occasione per votare SÌ, e dire al governo che non vogliamo schiantarci contro un muro, ma iniziare a rallentare. Sì, perché questo è l'unico imperativo che scavalca ogni agenda politica se vogliamo avere un futuro che sia ancora prospero per tutti quanti.

Marco Battaglia, Ligornetto

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