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Marco Balerna - In ricordo di Roberto Galfetti
Marco Balerna - In ricordo di Roberto Galfetti
Marco Balerna - In ricordo di Roberto Galfetti
Redazione
10 anni fa

A cinquant’anni di distanza…

Ricorre proprio in questi giorni (era il 10 agosto del 1966) il ricordo della scomparsa di Roberto Galfetti, del Maestro Roberto Galfetti. Sono passati cinquant’anni, certo, ma è quasi impossibile non ricordare l’improvvisa e prematura scomparsa di una persona e di un musicista eclettico che è stata illuminante per Locarno e per il Ticino di quegli anni.

Mi sia permesso di riportarlo brevemente alla mente di chi l’ha conosciuto, di chi ha avuto la fortuna di averlo avuto come insegnante alla Magistrale di Locarno e come maestro di musica fino a metà degli anni sessanta del secolo scorso, ma anche di coloro che ne hanno magari solo sentito parlare o ne hanno ascoltato le composizioni. Anzitutto pianista di solidissima formazione, ma poi anche organista, compositore, direttore di coro e della Musica Cittadina, Roberto Galfetti è stato un uomo che sapeva essere esuberante ma anche sorprendentemente schivo, un uomo che ha lasciato una grande traccia e anche una bella eredità: quella di un amore sconfinato per la Sua Arte, la musica, che lo ha avvolto e coinvolto durante tutta la vita, che è riuscito a trasmettere senza condizionamenti a chi lo avvicinava e che ha lasciato tracce notevoli per qualche suo allievo in particolare.

Un ricordo personale e molto vivido è quello di averlo sentito eseguire con grande maestria degli estratti dai «Quadri da un’esposizione» di Musorgskij al pianoforte ‘Petrof’ della Magistrale durante una delle sue lezioni. Quanti, allora in Ticino, avrebbero saputo farlo ? O ancora di quando, alla consolle del vecchio organo a trasmissione pneumatica di S. Antonio, lui – organista titolare – faceva risuonare qualche bel Bach o César Franck nelle orecchie dei suoi allievi sotto le volte della Collegiata. Un altro ricordo straordinario è quello legato alla sua passione a trasmettere il suo ‘sacro fuoco’, dirigendo – era il 1963 – dei pezzi per coro a un folto gruppo di ragazze e ragazzi, giovani studenti riuniti (una prima assoluta, allora!) nella vecchia palestra di ginnastica della Magistrale femminile di Via Cappuccini (chissà se qualcuno vorrà o potrà ricordare con me certi Verdi o certi Brahms davvero folgoranti? Li avremmo poi eseguiti alla Sopracenerina, con tanto di accompagnamento orchestrale!).

I primi anni ’60 del secolo scorso sono gli anni della sorprendente nascita del Festival Organistico di Magadino, anni di un fervore musicale tutto locarnese al quale Roberto Galfetti diede un contributo ‘totale’ di competenza che, per chi c’era e gli era vicino, non è solo un ricordo, ma è restata anche una lezione d’amore.

Marco Balerna, già sindaco di Locarno

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