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Marcello Monighetti - Un logo per la Valle di Blenio
Marcello Monighetti - Un logo per la Valle di Blenio
Marcello Monighetti - Un logo per la Valle di Blenio
Redazione
8 anni fa

Un logo, per contrapposizione ad un marchio, è inteso a promuovere il territorio in modo coeso, senza però dover sacrificare l’indipendenza decisionale di enti pubblici o privati locali. Un marchio per contro ha la funzione di assoggettare la gestione locale ad una volontà esterna di ordine superiore, che detta i propri parametri ristrettivi di ammissione.Il logo della Valle di Blenio farebbe conoscere la nostra regione ed i suoi prodotti in modo molto più democratico e libero, evitando esclusioni a priori di produttori più piccoli, con una forza finanziaria tale da non permettere grandi investimenti al fine di adeguarsi ai criteri imposti dall’esterno.Ed in questa idea, rientra pure il peluche, magari prodotto in Svizzera, come ad esempio quello dello stambecco grigionese, visibile nella sua stessa forma e colore in tutto il Cantone, differenziato unicamente dalla località turistica nella quale viene venduto; un gadget strategico di successo, ambito dai bambini dei numerosi turisti.Certo bisogna crederci ed è soprattutto necessario colmare le crepe createsi nel recente passato, e cancellare i rancori percettibili fra i sostenitori del progettato e defunto Parc Adula. Tale negatività si è radicata anche fra alcuni rappresentanti pubblici locali, che stanno frenando sul nascere qualsiasi progetto di ridare vita alla Valle, in virtù, a loro detta, di opportunità sprecate.Ma di quale opportunità si va parlando?La votazione del 27 novembre 2016 ha visto ben 8 comuni su 17 respingere il progettato parco. Il quorum per la sua approvazione era stato fissato dalle autorità superiori a 13 comuni favorevoli su 17. Come citava il “Giornale del Ticino” on-line del 27 novembre 2016, essendo stato il parco già bocciato da 6 dei 14 comuni grigionesi, “l’apporto dei comuni ticinesi, in ogni caso, era superfluo già prima che venisse preso in considerazione il parere espresso”.Mi chiedo dunque perché tanto biasimo ed ostilità da parte dei convinti sostenitori locali del progetto, quando questo non sarebbe comunque stato realizzato.Vorrei proporre un altro esempio della nostra realtà che non ha portato all’esito sperato da parte dei promotori: i Castelli di Bellinzona. Unici nel loro genere, meravigliosamente conservati, fanno da spettacolare cornice fra montagna e pianura, valorizzando il territorio in modo superlativo. Se altri beni dell’UNESCO richiamano milioni di visitatori, i nostri Castelli non creano l’indotto che ci si potrebbe attendere, mentre un ponte di legno (recentemente ricostruito), attira un numero impressionante di visitatori. Evidentemente non basta creare o conservare il prodotto per suscitarne l’interesse.Contemporaneamente urge un riposizionamento della cultura dell’accoglienza, da inserire in un articolato programma scolastico, che possa pure stimolare tra i giovani uno spirito imprenditoriale a livello turistico.Il Logo quindi è solo il primo fondamento, semplice e poco oneroso, sul quale basare una strategia molto più ampia e complessa; non è il punto di arrivo, bensì il punto di partenza.Marcello Monighetti, Blenio

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