
I manifesti anti-minareti targati UDC, come volevasi dimostrare, hanno scatenato un putiferio assolutamente non giustificabile. A prescindere dal fatto che in Svizzera fino a prova contraria vige la libertà di espressione, ed è un diritto che sarebbe il caso di difendere strenuamente, tali manifesti non sono assolutamente, ne oltraggiosi, e men che meno di stampo razzista. Come al solito, quando si affrontano tali problematiche, si preferisce evitare di affrontare la problematica e si taccia di populismo e di razzismo anche quando non è assolutamente il caso! Il personaggio raffigurato sul manifesto accanto ai minareti (subito paragonati missili con testate nucleari), non viene, ne ridicolizzato, ne minacciato! Non sussiste assolutamente alcuna motivazione per proibire l’affissione di tali manifesti. Considerando il tema in votazione, secondo il mio modesto parere, sarebbe utile per tutte le parti coinvolte nel dibattito, che certe manie proibizionistiche vengano una volta per tutte accantonate. La difesa delle nostre radici, della nostra cultura e del nostro territorio, viene inopinatamente imbavagliata sventolando paure e sensazioni che non sono raffigurate nella campagna propagandistica inerente il tema in votazione! Inoltre non mi risulta che ci sia stata una presa di posizione decisa da parte della comunità islamica nel nostro paese, nel caso in cui si fosse sentita offesa, denigrata o quant’altro... Sono le solite prese di posizione che non fanno altro che sminuire l’importanza della tematica sottoposta a votazione popolare. Effettivamente sono argomentazioni che dovrebbero smuovere un attimino le coscienze dell’elettorato elvetico, dovrebbero portare ad un dibattito aperto e senza tentativi di togliere voce ed argomentazioni a chi, tra l’altro, ha fatto si che di tale problematica si potesse discuterne! Il proibizionismo non ha mai portato a risultati soddisfacenti, di conseguenza, auspico che il confronto sulla tematica in votazione, possa essere diretto e deciso, ma soprattutto che la si smetta di gettare sabbia negli occhi alla popolazione! Se, come credo sia del tutto legittimo, esprimere un parere negativo in merito alla costruzione di minareti sul territorio svizzero, deve per forza di cose passare per una forma di razzismo e di intolleranza … be’ siamo veramente messi maluccio…Insomma, dopo la “pecorella” i minareti… e la storia si ripete. Credo in ogni caso che per la sostanza del dibattito e del tema in consultazione popolare, la libertà di espressione sia il minimo che si possa pretendere… Per quanto riguarda la Città di Lugano, non mi risulta che a livello municipale si sia svolta una votazione in merito alla problematica, e se mai dovesse tenersi, spero vivamente che vengano messi da parte preconcetti ed insinuazioni che non sono raffigurate sui manifesti in oggetto. Stefano Fraschina, consigliere comunale Lega dei ticinesi, Lugano
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