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Magistratura: ancora una volta il Gran Consiglio non elegge
Redazione
17 anni fa
Eros N. Mellini

Per l’ennesima volta si è assistito alla farsa della (non)elezione di un giudice del Tribunale d’appello. La trafila è sempre la stessa. L’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio presenta un rapporto nel quale figurano cinque candidati che regolarmente hanno partecipato al concorso. Il rapporto dice pure che l’apposita commissione d’esperti certifica l’idoneità dei candidati, indicando una preferenza per tre. Il gruppo UDC, non conoscendo personalmente i candidati, decide di chiedere loro un’audizione, richiesta cui i tre interessati aderiscono gentilmente, e si fissa con loro un incontro scaglionato sull’arco della mattinata di lunedì 21 settembre, in modo di poter votare con cognizione di causa il pomeriggio stesso in Gran Consiglio. Ed ecco che – previa audizione nell’ambito del proprio partito - il venerdì arriva la rinuncia di uno dei concorrenti e, puntualmente, la domenica quella del secondo. Risultato: ancora una volta, complice la decisione del proprio partito, si ritirano tutti i candidati salvo uno e, con un solo posto a disposizione, la nomina avviene tacitamente, il Gran Consiglio non vota. È semplicemente vergognoso. Il giorno dopo i media annunciano che il Gran consiglio ha nominato un giudice del Tribunale d’appello, mentre in realtà il Legislativo non ha avuto alcuna possibilità di esprimersi. Alla luce di quanto sopra, diventa sempre più attuale l’iniziativa parlamentare generica inoltrata un anno fa dal gruppo UDC, volta ad ottenere una modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria, affinché le nomine nell’apparato giudiziario da parte del Gran Consiglio abbiano ad essere obbligatoriamente sottoposte a votazione, anche in caso di un numero di candidature pari a quello dei posti a disposizione, fissando una soglia minima di voti da ottenere per l’elezione o un altro dispositivo che permetta anche di respingere la nomina. L’organo di nomina deve avere anche il diritto di dire di NO a una candidatura, anche se è l’unica disponibile in quel momento. Eros N. Mellini, Segretario cantonale UDC Ticino

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