
Sono contraria al referendum obbligatorio, sia iniziativa sia controprogetto-fotocopia, che tra l’altro (perché mai?) riguarderebbe solo le spese, non altre leggi magari più importanti, e nemmeno (per restare agli aspetti finanziari) gli sgravi fiscali. Ciò dimostra che lo scopo non è quello di dare più potere al popolo, ma quello di dare meno risorse allo Stato, approfittando magari delle rivalità tra le regioni.
Per non rallentare la realizzazione di investimenti necessari allo sviluppo del nostro Cantone e delle sue differenti regioni, comprese quelle più periferiche, meglio votare no.
Abbiamo già il referendum obbligatorio quando si va a modificare la Costituzione, ed è sempre possibile chiamare il popolo alle urne raccogliendo 7’000 firme, ma non mi pare affatto logico imporre al popolo di votare anche su temi non controversi, o di scarso interesse: così anzi sviliremmo la democrazia, e aumenteremmo disaffezione e disinteresse verso la cosa pubblica, e astensionismo alle votazioni.
Anche il controprogetto presenta grandi criticità, in particolare perché attiva il referendum finanziario con la decisione di una minoranza del Gran Consiglio contravvenendo dunque al principio di maggioranza.
Per il (benvenuto) controllo sulle finanze pubbliche, abbiamo già il vincolo del freno ai disavanzi, senza dimenticare che è richiesta la maggioranza assoluta per le decisioni riguardanti i crediti (già a partire da un milione).
Proprio per il valore che attribuisco alla democrazia e alla democrazia diretta, auspico dunque che elettori ed elettrici abbiano a respingere questa iniziativa e questo controprogetto demagogici.
Maddalena Ermotti-Lepori, granconsigliera PPD
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