
Un plauso a chi prova a impegnarsi in prima persona in politica, come le centinaia di candidati e candidate al Gran Consiglio e al Consiglio di Stato: i motivi possono essere diversissimi, e a stare agli slogan si promette concretezza, impegno, per il Ticino, per il paese, per il domani.
Anch’io sono candidata e intendo impegnarmi per un Ticino migliore. Come? Ad esempio aiutando le giovani famiglie e in particolare non scoraggiando chi vorrebbe un figlio: il desiderio di maternità è presente, ma vi sono troppi ostacoli, come la difficoltà di conciliare famiglia e lavoro, di trovare casa, eccetera. La politica qui può fare qualcosa.
Inoltre dobbiamo lasciare un mondo vivibile alle future generazioni e considerare dunque anche il clima e la salvaguardia del creato come parte del bene comune, come voci autorevoli non si stancano di richiamarci e, da qualche tempo, ragazze e ragazzi ci ricordano con insistenza. Anche l’essere umano è una creatura di questo mondo, che ha diritto a vivere e ad essere felice e che ha inoltre una speciale dignità; non si può quindi tralasciare di considerare gli effetti nefasti del degrado ambientale, dell’attuale modello di sviluppo e della cultura dello scarto sulla vita delle persone.
La politica deve dunque impegnarsi a favore dell’ambiente, con un impegno che però non vada a scapito dei poveri: occorre cioè una politica che sia ambientale e anche sociale. Questa mi pare essere la sfida di oggi. Ciò richiede sia un cambiamento delle leggi, sia un cambiamento nelle abitudini di noi tutti, consapevoli che non siamo più felici quando consumiamo di più, che l’accumulo di oggetti non basta per dare senso e gioia al cuore umano, ma che questo senso va cercato altrove, ad esempio nei legami con il nostro prossimo.
Maddalena Ermotti-Lepori, candidata per il PPD
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

