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Maddalena Ermotti-Lepori - Giovani e tabacco: ultima chiamata
Redazione
5 anni fa

Ma come si fa a non voler proteggere i giovani dal marketing che promuove i dannosi prodotti del tabacco? Solo in Svizzera abbiamo 9’500 morti all’anno dovuti al tabacco, e mentre assistiamo al (benvenuto) calo degli adulti che fumano, la percentuale dei ragazzi che consuma prodotti contenenti nicotina sta aumentando.

Le multinazionali del tabacco, infatti, hanno trovato nuove strategie per indurre i giovani a fumare. In primis con pubblicità mirate che associano fumo e simpatia, fumo e vita sana (!), ma anche promuovendo nuovi prodotti particolarmente accattivanti per i giovani, come le sigarette elettroniche, o il tabacco riscaldato, e i nuovi dispositivi per inalare nicotina. E sappiamo che gli adolescenti si trovano in una età delicata, in cui questi prodotti creano velocemente dipendenza. I dati dicono che la metà dei fumatori inizia prima dei 18 anni, e spesso ciò li condiziona per i decenni a venire.

La pubblicità del tabacco funziona: la ricerca dimostra chiaramente che più i giovani sono esposti alla pubblicità del tabacco, maggiore è la probabilità che inizino a fumare. Ecco perché è stata lanciata l’iniziativa popolare “Giovani senza tabacco” che intende proteggere i giovani dalla pubblicità del tabacco, come succede in praticamente tutti i paesi europei. L’iniziativa è sostenuta da un’ampia coalizione che comprende l’intera comunità medica, tutte le grandi organizzazioni che si occupano di salute, come la Lega contro il Cancro, ma anche le associazioni mantello dello sport, dei giovani e dei docenti, eccetera.

Chiedo dunque ai concittadini e alle concittadine di votare sì alla protezione dei giovani dalla pubblicità del tabacco: sono convinta che il popolo saprà essere più attento agli interessi delle future generazioni che a quelli delle multinazionali del tabacco.

Maddalena Ermotti-Lepori, Granconsigliera Ppd

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