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Lurati: "Riprendiamoci il nostro futuro, basta dumping salariale"
Redazione
15 anni fa

Riprendiamoci il nostro futuro: difendiamo il valore del lavoro e la dignità dei salariati e arrestiamo la crescita dei salari milionari

Nell’ultimo decennio, nonostante una crisi finanziaria e occupazionale senza precedenti, i salari dei nababbi e degli speculatori sono aumentati mediamente di oltre 70'000 franchi l’anno e il numero delle persone che guadagnano oltre un milione di franchi è passato da 510 a quasi 3000 (nel periodo 1998 – 2008), mentre coloro che guadagnano oltre mezzo milione di franchi l’anno sono passati, nello stesso lasso di tempo, da 2879 ad oltre 12'000. 

Nello stesso periodo la forchetta tra i salari più bassi e quelli più alti si è ulteriormente allargata, mentre i salari dei meno fortunati hanno, praticamente, marciato sul posto. Se a questo scandaloso stato di cose aggiungiamo lo sconsiderato andamento dei premi di cassa malati, calcolati indipendentemente dal reddito delle persone e che sono, di fatto, esplosi a partire dal 1998 con aumenti superiori ai 3000 franchi per persona ci rendiamo conto del perché migliaia di famiglie non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese.

Nel nostro cantone la situazione è ancora più difficile a causa di un divario salariale del 15% rispetto alla media svizzera, compensato, si fa per dire, da premi di cassa malati ancor più esosi. Se a ciò aggiungiamo la continua rincorsa a sgravi fiscali che hanno favorito solo i grossi redditi ecco che ci rendiamo conto della ignobile e disgustosa disparità di trattamento tra chi crea effettivamente la ricchezza e chi, invece, la intasca.

Lo scarto tra gli alti e i bassi salari è in continuo aumento ed è mediamente di 1.53, il che significa che un lavoratore “normale” deve lavorare 53 anni per ricevere uno stipendio pari a quello che riceve un top manager in un anno. Tutto ciò è semplicemente indecente!

Dobbiamo dire basta a questo stato di cose. Dobbiamo avere il coraggio di difendere il valore del nostro lavoro e di far cessare lo scandalo dei bonus salariali a favore dei soliti approfittatori. Solamente se sapremo riappropriaci del valore del nostro lavoro, reclamando una corretta remunerazione, potremo anche riaquisire la nostra dignità. Una dignità che non può passare in secondo ordine rispetto ai profitti delle multinazionali e alla cifra d’affari degli imprenditori e dei bottegai di tutto il mondo.

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