Gloria Bernasconi Ghielmini
Lugano, serve il coraggio di scegliere la mobilità del futuro
Redazione
24.10.2026 13:58

Foto: ©Gabriele Putzu
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Nell’articolo pubblicato sul Corriere del Ticino il 14 ottobre, la municipale Karin Valenzano Rossi riconosce che il traffico a Lugano è sempre più grave e che «Lugano non ha finora compiuto una scelta politica chiara sulle priorità da attribuire alle diverse forme di mobilità». Su questo siamo d’accordo. Lascia invece perplessi la proposta di consultare i cittadini per capire se privilegiare la mobilità privata o il trasporto pubblico, quasi a voler tastare il terreno prima di assumersi una responsabilità di decidere. E siccome lo status quo, continuando a organizzare le strade prevalentemente attorno all’automobile, viene presentato come una delle opzioni possibili, la proposta, parafrasata, suona più o meno così: “e se chiedessimo alla popolazione il permesso di non occuparci del problema?”. Ma se tutti riconoscono che la situazione è insostenibile, perché contemplare l’idea di continuare così? Da un esecutivo cittadino ci aspettiamo ben altro che constatare il problema e chiedere ai cittadini se vogliano affrontarlo: ci aspettiamo una visione e il coraggio di realizzarla. Inoltre le opzioni proposte che contrappongono mobilità privata, sottintendendo l’automobile, e trasporto pubblico rischiano di trascurare una terza dimensione: la mobilità attiva, in particolare e-bike e micromobilità. Le biciclette elettriche, grazie ai progressi tecnologici, consentono di coprire distanze significative con tempi competitivi rispetto all’automobile, soprattutto negli spostamenti urbani. Per favorire questo tipo di mobilità, che non si può certamente chiamare lenta in confronto al traffico automobilistico di Lugano, non servono necessariamente grandi opere. Il progetto E-Bike City dell’ETH di Zurigo dimostra come sia possibile ridistribuire lo spazio stradale a favore delle biciclette anche in contesti densamente edificati, riorganizzando corsie e parcheggi. Altre città, come Parigi o Barcellona, hanno intrapreso trasformazioni analoghe, pur confrontandosi con strade strette e spazio limitato. Non si tratta di copiare questi modelli, ma di riconoscere che esistono alternative concrete da studiare e adattare a Lugano. Il Municipio dovrebbe quindi delineare una strategia di sviluppo della mobilità sostenibile, individuare interventi e priorità e spiegare con trasparenza ai cittadini perché cambiare è necessario, quali benefici può portare e quali compromessi comporta. Non per imporre una visione ideologica né penalizzare chi ha bisogno dell’automobile, ma offrire alternative realmente praticabili. Ci aspettiamo quindi una leadership politica capace di guardare oltre il consenso immediato e di decidere pensando alle prossime generazioni.
Gloria Bernasconi Ghielmini
Membro Comitato PVL Ticino

