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Guido Sassi
Lugano non è un luna park
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
8 giorni fa
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Lugano sta diventando una città sempre più disordinata, dove sembra mancare una vera visione. Di fronte a ogni esigenza, la risposta pare essere l’organizzazione continua di manifestazioni, mercatini e iniziative di street food, senza una valutazione seria del loro impatto sulla qualità degli spazi pubblici e sulla vita dei residenti.

Gli esempi sono evidenti: Lugano Marittima, il Parco Ciani e, ora, anche il lungolago. Luoghi che dovrebbero essere valorizzati, curati e rispettati vengono occupati ripetutamente da bancarelle, mercatini di bricolage e iniziative di ogni tipo. Ma qual è il progetto complessivo? Organizzare un evento dopo l’altro non significa automaticamente fare cultura, creare valore o migliorare la città.

A questo si aggiunge una crescente sensazione di insicurezza e di disordine, soprattutto in alcune zone e in determinati momenti. Il problema non riguarda etichette o categorie di giovani, ma comportamenti concreti: mancanza di rispetto, rumori, danneggiamenti, atteggiamenti aggressivi e scarsa attenzione alle regole della convivenza. Su questi fenomeni non servono generalizzazioni, ma prevenzione, educazione, presenza sul territorio e controlli efficaci.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: maggiore degrado, perdita di decoro, disagi per i residenti e un progressivo impoverimento dell’identità cittadina. Lugano possiede un patrimonio straordinario e un lungolago che dovrebbe essere il suo biglietto da visita. Trasformarlo in un bazar permanente rischia invece di comprometterne la qualità e l’immagine.

Gli eventi possono essere utili e piacevoli, ma devono essere scelti con criterio, distribuiti in modo equilibrato e inseriti in una strategia chiara. Non possono essere organizzati semplicemente per riempire il calendario. Una città non si misura dal numero di manifestazioni che riesce a proporre, ma dalla qualità della vita che garantisce ai suoi cittadini: ordine, decoro, manutenzione, rispetto delle regole e cura degli spazi pubblici.

È quindi il momento di smettere di confondere animazione con cultura e quantità di eventi con qualità della città. Lugano ha bisogno di una politica più seria e lungimirante: meno iniziative improvvisate, più ordine, più regole, più manutenzione e maggiore rispetto per cittadini, residenti e territorio.

Lugano non deve diventare un luna park. Deve tornare a essere una città curata, vivibile e capace di valorizzare davvero la propria identità.

Guido Sassi

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