
WWF, Pro Natura e Ficedula chiedono al Consiglio di Stato di disegnare una strategia per un drastico ridimensionamento dell’Aerodromo di Locarno-Magadino, troppo conflittuale con la natura e con la vocazione abitativa e turistica della regione. Nel frattempo chiedono di scalare successivamente il numero di movimenti ammessi, in particolare in primavera, per diminuirne l’impatto: esse ritengono che la diminuzione da 63 a 55 mila movimenti annui prevista dal PD sia insufficiente. Si tratterebbe pur sempre di 150 movimenti al giorno: troppi per le Bolle. Prendendo posizione sul Piano direttore, le associazioni per la protezione della natura chiedono al Consiglio di Stato di ridurre drasticamente l’impatto dell’Aerodromo di Locarno Magadino sulla natura per salvaguardare le Bolle di Magadino e assieme la tranquillità della regione: dal disturbo sono difatti toccati oltre 60'000 abitanti e tutta una regione con vocazione turistica. Le associazioni - trattasi di Pro Natura, del WWF e della Ficedula - reputano che a media-lunga scadenza l’Aerodromo debba venir ridimensionato. A loro giudizio un allungamento della pista, visibilmente duro a morire, sarebbe completamente fuori luogo perché darebbe l’illusione di poter risolvere il problema della difficile convivenza con le Bolle di Magadino. Pur non negando un certo interesse per l’Aerodromo, come peraltro per tutte le strutture che rispondono al desiderio di una determinata cerchia di utenti, le associazioni ritengono che una ponderazione globale degli interessi debba privilegiare la conservazione della natura e la qualità di vita della zona, laddove in altro modo i conflitti non siano risolvibili veramente. Se la conservazione dei posti di lavoro esistenti oggi sull'insieme dell'Aerodromo non è compatibile con una decrescita dell'attività di volo, sia valutato seriamente il loro trasferimento in altri sedi. Va tenuta presente la straordinaria importanza delle Bolle quale scalo aereo d’importanza intercontinentale per le migrazioni annuali dell’avifauna tra l’Europa e l’Africa. Contrariamente agli uomini, gli uccelli, lasciandosi guidare dal loro istinto, non hanno la possibilità di adeguare i piani di volo alle situazioni momentanee e pertanto ai pericoli che incombono sui loro luoghi di sosta. Siccome le Bolle sono tra i più importanti luoghi di sosta nelle Alpi centrali prima del sorvolo nella migrazione primaverile dell’avifauna verso settentrione, le associazioni chiedono che siano vietati completamenti i sorvoli dell'area protetta che non siano movimenti di atterraggio o decollo, e che il numero di movimenti aerei venga selettivamente diminuito nel periodo più delicato, ossia in aprile e maggio. Sarebbero questi i mesi in cui, già in una fase transitoria la riduzione dell’impatto ambientale dell’Aerodromo andrebbe prioritariamente ridotto. Luca Vetterli, Pro Natura, anche a nome di WWF e Ficedula
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