
In una nota congiunta alla stampa le associazioni per la protezione della natura criticano duramente il Governo cantonale in seguito alla sua ambiguità sull’Aerodromo di Locarno-Magadino. A dispetto del definitivo abbandono del concetto di potenziamento, postulato con queste le parole nella sua lettera al Consigliere federale Leuenberger del 1.12, il Consiglio di Stato sembra in realtà perseguire un potenziamento celato della struttura. Il Governo cantonale getta inoltre sabbia negli occhi laddove lascia credere che l’allungamento della pista servirebbe anche alle Bolle, in quanto verrebbero sorvolate ad una quota più alta. Si tratta di pure illazioni: la pista difatti non verrebbe arretrata rispetto alle Bolle, ma solo allungata (a monte) con la conseguenza che potrebbero atterrare e decollare velivoli più pesanti con linee di volo meno ripide. Stando a tutti gli esami fatti finora, ogni potenziamento dell’Aerodromo di Locarno, anche se dissimulato sotto il titolo di un adeguamento a norme di volo più severe, va evitato perché provoca inevitabilmente un ulteriore danno alle Bolle. E’ di questi giorni la notizia che negli Stati Uniti i problemi di sicurezza derivanti dall’impatto di uccelli contro velivoli in decollo risultano - dati del 2009 alla mano - molto più gravi di quanto si fosse pensato in passato al punto da imporre contromisure. La convivenza dell’Aerodromo con le Bolle quindi appare quindi sempre più problematica. Le associazioni – si tratta di Pro Natura, del WWF e della Ficedula - ribadiscono pertanto che l’Aerodromo di Magadino non solo non va potenziato, ma ricondotto gradatamente ad un impatto inferiore sulle Bolle, segnatamente con una drastica limitazione dei movimenti di volo nei mesi primaverili che sono i più problematici per l’avifauna e pertanto anche per la sicurezza aerea. Luca Vetterli, Pro Natura
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