
Ormai la famosa ex terra dei casinò è diventata ufficialmente parte integrante dell'Unione europea, da decenni ha potuto conservare uno statuto privilegiato economico tale da far discutere chi a pochi chilometri di distanza aveva imposizione diverse e uno stile di vita adeguato al contesto nazionale di riferimento. Alcune personalità politiche e sindacali del comasco e del varesotto hanno nel tempo reclamato contro questo metodo "discriminatorio", ricordiamolo pure e senza remore che, se; il reddito pro capite era fino a 10 anni fa poco meno di 60.000 franchi ora è di 32.557 franchi, mentre per la vicina confederazione di ben 80.532 franchi svizzeri, raggiungendo quota ora con quello della stessa penisola italiana con approssimativi 33.136 franchi, questa differenza negli anni del benessere la si poteva forse giustificare con le enormi entrate del gioco e la vicinanza alla "carissima" Svizzera, ma non si giustifica certo con la divisione degli Stati e poco convince anche lo statuto speciale che nel tempo ha potuto favorire persone in affari di ogni risma che hanno potuto godere di sicurezze ed agevolazioni extra-nazionali e le fortune di chi ha voluto mettere in piedi un colosso del gioco di azzardo dal quale dipendeva di fatto tutto il comune.
Si è "giocato" per anni con la propria situazione economica sapendo che la stessa avrebbe avuto vita incerta e breve, nessuno, né confederazione Svizzera né repubblica italiana hanno voluto mettere garanzie alle problematiche fin qui evolute, anzi, si è privilegiato lo scambio di servizi agevolato, con generosi accordi italo-elvetici, (raccolta dei rifiuti, servizi postali svizzeri, energia, targhe e patenti, servizi di valuta e di tanti altri servizi), quasi si trattasse di un punto franco, in sostanza si è chiuso un occhio mentre l'altro era di fatto fasciato, il pasticciaccio creatosi è da ritenere colpa di una speculazione forse condivisa da noti imprenditori e di alte sfere negli Stati, triste dirlo, sono stati compiacenti. E ora che tutto è cambiato che ne sarà anche degli ultimi (pochi) commerci rimasti? E dell'IVA? Svizzera o Italiana? Ancora non c'è chiarezza.
Ma quanto è costato ai contribuenti ticinesi il mantenimento della situazione creata da pochi?
Gli abitanti del sobborgo e i lavoratori della Mega-struttura creata da nostro architetto Botta, così come molti dipendenti comunali (spesso interi nuclei famigliari) dell'enclave hanno potuto contare sull’aiuto della confederazione, su di una pensione ottimamente decorosa e corsi di riqualificazione professionale ad hoc per trovare nuova occupazione nel Cantone, mentre i nostri disoccupati affini alla zona purtroppo rimangono fermi al palo in balia di loro stessi per loro si restringono le facilitazioni, trovo la situazione iniqua per chi ha potuto prima avere netti privilegi oggettivi.
Secondo Roberto Canesi, presidente del Comitato Civico; i servizi sanitari e di sussistenza quotidiana e logistica al Comune, beneficeranno nel breve termine di continue agevolazioni come in passato, ritengo che può andar bene per traghettare questa situazione al nuovo, ma non può continuare in eterno.
Per il fu terreno a statuto speciale dell’arcivescovo di Milano e di Sant’Ambrogio (777 d.C.) non si vuole un muro di confine o struttura a rete elettrificata tra l'enclave ed il nostro territorio, ma un risvolto meno artificioso e più coerente alla territorialità, che diventi Svizzera a tutti gli effetti e parte integrante come lo è sempre è stata con "regole" nostre d'altronde a che in futuro i giovani campionesi continueranno a frequentare scuole superiori Svizzere e gli abitanti stessi continueranno a farsi curare da noi, perché oltre a poter mantenere la propria identità storica rimanere Italia o UE a poco servirebbe ma creerebbe ulteriori problemi.
Luca Campana, già Presidente commissione di quartiere Pregassona
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