
Bello il ciclismo, un'attività che apporta numerosi benefici alla salute (a patto di non farlo come professionista; Ironico) e totalmente ecosostenibile anche se a dirla tutta "verde" lo puoi diventare in viso ogni qual volta che: trovi dei ciclisti che hanno preso la strada pedonale per una pista da gara.
Un esempio? Questa domenica a spasso con mia figlia e lungo il tratto del "Cassarate" ho dovuto trattenermi dal buttare un nostrano "Pantani" nel fiume, il motivo? Li trovi in tre affiancati l'uno all'altro, passano con il semaforo rosso e soprattutto sui marciapiedi come corridori indomiti e "saettano" lungo i passaggi pedonali che usano come corsie preferenziali per saltare la fermata all'intersezione. Ma soprattutto, alcuni ti sfrecciano accanto incuranti che una piccola disattenzione potrebbe causare un potenziale incidente, aumentato soprattutto se al tuo fianco hai appunto bambini piccoli o animali domestici.
Comportamenti scorretti a 2 ruote oppure anche un adattamento obbligato alle nostre strade? A tutti gli utenti della mobilità lenta servirebbe maggior sicurezza e strade adeguate anche se alle nostre latitudini la cultura della bicicletta è ancora qualcosa legato tuttalpiù all'attività sportiva e non per andare al lavoro. Ve lo immaginate un lavoratore che abita a Sonvico o Breganzona e lavora in centro città? Arriverebbe a destinazione con la tutina fradicia tutto sudato e non penso sia proprio un bel modo per cominciare la giornata. Questa però è tutta un'altra faccenda la cosa seria è il circuito accessibile e utilizzabile.
Come migliorare la situazione delle strade? Alcuni accorgimenti sono evidenti. Se concedi l'alternativa in centro città nell'utilizzare una corsia ciclabile togliendo la fila dei posteggi (per esempio in via Bossi) la gente utilizzerebbe in sicurezza e con agio la strada per poter girare e godersi la città.
Bisogna fare una scelta, o diamo la priorità ad avere delle strade ciclabili e quindi bisogna avere il coraggio di prendere certe decisioni oppure viviamo nel "marasma". Importante è avere delle strade ciclabili a scapito di quelle motorizzate in centro. Fuori località a mio modo di intendere è ancora oggi troppo rischioso (vedi strada cantonale da Besso a Lugano) sarebbe come farla sul Ceneri, l'ideale per adesso è migliorarla dove la morfologia lo permette, per esempio nei centri residenziali o di paese dove comunque è auspicabile il ciclista tenga un comportamento civile e qualora questo non ci fosse, un radicale cambiamento sotto correzione dell'agente di polizia cittadino.
Luca CampanaGià Presidente commissione di quartiere di Pregassona
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