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Luca Campana - Ascoltare i cittadini non è un fastidio ma un dovere del politico
Luca Campana - Ascoltare i cittadini non è un fastidio ma un dovere del politico
Luca Campana - Ascoltare i cittadini non è un fastidio ma un dovere del politico
Redazione
8 anni fa

Una delle cose che ho potuto osservare ai vari incontri elettorali è l’incapacità o la malavoglia di accogliere il cittadino da parte di certi “politici”. Dare la mano morta e non guardare negli occhi, cominciare a parlare per poi girarsi di scatto ad accogliere un miglior conoscente, o peggio, non ascoltare l’interlocutore e parlarci sopra sono cose che mi fanno interrogare sull’educazione media di questi soggetti. Fare politica vuol dire anche (e soprattutto) mettersi al servizio del cittadino, creare con esso un rapporto di fiducia da persona a persona prima ancora che da politico a elettore: e la crescita della fiducia passa anche per i piccoli gesti, sinceri e non di circostanza, che denotano l’attenzione e l’interesse verso la base elettorale.

Salutare in modo cordiale o quanto meno cortese, mostrarsi non dico interessati ma almeno attenti a ciò che l’interlocutore ha da dire, donargli anche solo un breve momento del proprio tempo in modo esclusivo e non frettoloso o distratto sono pratiche che ogni buon politico dovrebbe mettere costantemente in atto. Soprattutto dalle nostre parti, dove la campagna elettorale è fondata sui momenti di incontro fra i candidati e gli elettori.

E invece, come dicevo, troppo spesso chi occupa, o si accinge ad occupare una carica politica sembra quasi fare un favore quando interagisce con persone venute ad incontrarlo, a sentire cosa ha da dire. Come se fosse un fastidio, a volte, una scocciatura inevitabile ma di cui si farebbe volentieri a meno. Probabilmente ai nostri candidati e politici servirebbero dei corsi di linguaggio del corpo e comunicazione non verbale, per evitare di dare ai loro interlocutori la sensazione di avere qualcosa di più interessante da fare che stare ad ascoltarli o qualcuno di più piacevole da andare a salutare. Non si tratta di studiare ogni mossa a tavolino, ma semplicemente di imparare come porsi senza indispettire chi potrebbe essere un nostro potenziale elettore.

È ovvio che non va bene neanche l’opposto, l’eccesso di smancerie o le attenzioni palesemente artefatte, ma la comunicazione politica passa anche attraverso queste cose. E non sempre basta giustificarsi dicendo magari “io sono genuino, non bado alle formalità”: anche le formalità, se dosate e usate in modo sincero, fanno parte dei rituali di comunicazione fra le persone.Impariamo dunque, da candidati o politici in carica, a interagire con i cittadini in modo cortese dedicando ad essi il tempo necessario ad ascoltare ciò che hanno da dirci: è questo il primo passo per abbattere il muro e accorciare la distanza fra i cittadini e il Palazzo.

Luca Campana, candidato al Gran Consiglio per il PPD, lista 8 n. 24

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