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Luca Buzzi: 'I problemi dell'Ente regionale di sviluppo'
Redazione
17 anni fa

I quotidiani hanno ripreso negli scorsi giorni le lamentele di Sandro Vanina (presidente uscente della RTV) sui ritardi nella nascita dell’Ente regionale di sviluppo per la Regione Bellinzonese e Valli, al quale si sta lavorando dal 2007. Da notare però che nel Gruppo di coordinamento, che lavora da due anni, oltre che lo stesso Vanina di Biasca, fanno parte i sindaci di Bellinzona e Arbedo-Castione, un municipale di Giubiasco e Cadenazzo e il presidente della Regione Valle Morobbia, mentre non è presente nessun membro dei comuni di Leventina e Blenio. Il Municipio di Bellinzona ha presentato il relativo messaggio al Consiglio comunale solo a fine novembre 2009 con una inaccettabile clausula d’urgenza, poi ritirata visto che la stessa non sarebbe stata accettata. Il nuovo Ente dovrebbe contribuire a rafforzare le zone periferiche e di difficile accesso, come le valli isolate di montagna. Però la prima impressione è che finora il Gruppo di coordinamento abbia dedicato più tempo a discutere e ad accappararsi i posti a sedere e come distribuirsi parte della torta promessa da Berna, piuttosto che discutere invece di progetti concreti da realizzare. Inoltre il progetto di statuto che ci è stato presentato e che assegna un ruolo esorbitante al polo regionale ed alle località di pianura è secondo noi chiaramente in contrasto con gli obbiettivi della legge approvata dal Parlamento. È ad esempio alquanto incomprensibile, oltre che altamente antidemocratico, assegnare più voti ai comuni con più di 4000 abitanti, con addirittura un voto ogni 1000 abitanti. In pratica vorrebbe dire che da soli Bellinzona, Giubiasco e Biasca avrebbero assieme 32 voti, addirittura una volta e mezzo quelli di tutti i Comuni delle Valli di Leventina e Blenio, messi assieme. Inoltre, con altri comuni del Bellinzonese avrebbero anche la maggioranza nel Consiglio direttivo. Speriamo che i membri delle commissioni del nostro Consiglio comunale (dalle quali il gruppo di Bellinzona vivibile e I Verdi è stato escluso) che esamineranno il Messaggio si rendano conto che con questo Ente e per una vera politica di sviluppo regionale non si tratta di difendere la preponderanza della nostra città o una serie di “cadreghini” o di cariche di prestigio, ma al massimo di mettere a disposizione dei comuni periferici eventuali aiuti e competenze specifiche che possediamo. Se non si vuole assicurare il fallimento di questo Ente, prima ancora che entri in funzione, bisogna assolutamente prevedere nell’assemblea il voto ugualitario di tutti i comuni e nel Consiglio direttivo la presenza maggioritaria dei Comuni periferici delle Valli, per il cui sviluppo è appunto previsto questo Ente. Quindi benvenga un eventuale ulteriore ritardo nell’entrata in funzione dell’Ente, con rinvio al Gruppo di coordinamento affinché prenda seriamente in considerazione le legittime richieste delle Valli e quindi ponga le premesse per una migliore struttura ed efficienza dell’Ente stesso. Luca Buzzi, consigliere comunale di Bellinzona vivibile

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