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Luca Buzzi: Enti locali, quo vadis?
Redazione
15 anni fa

Sotto la gestione di Luigi Pedrazzini la sezione Enti Locali, affidata come altre importanti cariche statali più sulla base di criteri di appartenenza partitica che di competenza, non ha certo brillato nel  panorama  politico cantonticinese.La sua attività si è concentrata sulle aggregazioni con risultati discutibili. Questo strumento è certamente utile per i piccoli comuni, non più in grado di gestirsi da soli o dove il potere esclusivo di pochi mette in pericolo la democrazia, come pure dove permette di migliorare l’offerta di servizi ai cittadini e la gestione del territorio. È stato però anche abusato per puri interessi economici, anche con l’uso inappropriato della coazione contro la volontà popolare.D’altra parte se le reticenze di alcuni Municipi sono certamente legate al pericolo di perdita di qualche “cadreghino”, non si può negare che più grandi sono le aggregazioni, più ne risentono la democrazia partecipativa ed i diritti popolari e non si fa che aumentare il distacco tra autorità e cittadini.Anche negli agglomerati ci sono certamente forme di collaborazione nei vari servizi offerti alla cittadinanza che riducono i costi ed i doppioni senza ridurre l’autonomia comunale.Penalizzare finanziariamente chi rifiuta di partecipare a studi finalizzati esclusivamente alle aggregazioni (come nella legge appena approvata dal Gran Consiglio), invece che incentivare altre forme di collaborazione è l’ennesimo colpo ai diritti democratici.

D’altra parte l’eccessiva concentrazione sulle aggregazioni ha portato gli Enti Locali a trascurare il loro compito principale di organo di sorveglianza dei Comuni. In tutto il Cantone i sistematici ed illegali ritardi nelle evasioni di preventivi, consuntivi e mozioni, gli abusi di ogni genere, i conflitti d’interesse di municipali, l’incapacità o l’incompetenza di certe autorità locali, vengono sempre minimizzati per non dover intervenire, sanzionandone le irregolarità, come le leggi prevedono.Gli Enti Locali si sono sempre più trasformati da organo di sorveglianza in organo di copertura, peggiorando ulteriormente le situazioni e snaturando o impedendo anche qui i diritti dei cittadini.I tempi di Eros Ratti sono purtroppo lontani e persino le sue preziose opere, come i 4 volumi de “Il Comune”, vengono sempre meno citate e sembrano sparite anche dai corsi di formazione per politici ed amministratori comunali.Si può solo sperare che con il cambio alla testa del Dipartimento degli Interni, questa sezione, importante e fondamentale strumento per una gestione corretta, partecipativa, democratica e nell’esclusivo interesse pubblico dei Comuni, possa riacquistare un po’ di lustro.Luca Buzzi, candidato Idea-lista al Gran Consiglio

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