
Interpellanza al Municipio di Bellinzona - Centro di quartiere alle Semine
Il problema legato all’eventuale edificazione di un Centro di quartiere in Via Raggi alle Semine si trascina da anni con controversie e discussioni a non finire. Alla base delle problematiche ci sta certamente un Piano Regolatore che al momento della sua definizione non ha tenuto sufficientemente conto delle strutture già esistenti ed in particolare della serie di casette a schiera e della chiesa Gesù Cristo Redentore dell'uomo.
Per restare agli ultimi avvenimenti ricordo che poco più di 3 anni fa il Municipio, anche sensibilizzato dalle numerose firme di protesta dei cittadini, aveva negato la licenza di costruzione al progetto molto invasivo dell’arch. Molina perché, pur ottemperando alle principali norme di PR, non si inseriva in modo armonioso nella zona, in particolare “non rispettava i criteri di valorizzazione delle composizioni volumetriche e spaziali anche rispetto alle aree residue e alle zone edificate limitrofe e di inserimento qualificante nel contesto urbano e territoriale”.
A seguito di ciò l’arch. Velti aveva elaborato un progetto molto più rispettoso, che aveva presentato in una serata pubblica e che aveva raccolto anche i consensi dei cittadini coinvolti. Questo progetto dimostrava come sia possibile utilizzare nel modo più efficace possibile il terreno a disposizione rispettando le caratteristiche edificatorie esistenti, in particolare quelle del quartiere di casette a schiera e la chiesa cattolica, ma anche, dal punto di vista urbanistico, come sia possibile produrre ordine dando ai volumi la giusta gerarchia, per far ripartire reimpostandolo, tutto il quartiere. Purtroppo, sembra per difficoltà sopraggiunte in seguito ad un’offerta d’acquisto dell’attuale istante che ha prevalso sugli accordi intercorsi, non è stata nemmeno presentata la relativa domanda di costruzione.
Ora con una rapidità impressionante un nuovo progetto dalle volumetrie altrettanto invasive del progetto Molina, ma presentato dalla ditta Antonini-Ghidossi ha ricevuto l’avvallo del Municipio, senza nessuna consultazione dei cittadini che a suo tempo si erano rivolti all’autorità e nonostante le diverse opposizioni inoltrate. Progetto che non solo non si inserisce armoniosamente con le casette esistenti e le penalizza pesantemente sia dal punto di vista della qualità di vita che del valore finanziario (e questo la dice lunga sull’inserimento urbano, in antitesi col progetto Velti che invece, oltre a rispettare tutte le preesistenze, ne contribuiva all’aumento della qualità, quindi del valore), ma in particolare oscura totalmente la chiesa, che si troverà immediatamente a Nord e alla distanza minima di una delle due palazzine previste. Anche qui il progetto Velti dialogava invece in modo esemplare con la chiesa ed i potenziali contenuti realizzabili sui sedimi parrocchiali.
Vorrei quindi chiedere al Municipio:
-Come mai non si è adoperato a suo tempo per portare a buon fine il progetto Velti, che raccoglieva unanimi consensi, ad esempio con una mediazione con i proprietari e/o con altri interessati?
-Perché ora con tanta rapidità ha concesso invece la licenza ad un progetto dalle volumetrie molto invasive (paragonabili a quelle del progetto Molina, bocciato dal Municipio) che non solo non si inserisce armoniosamente con le casette esistenti e le penalizza pesantemente sia dal punto di vista della qualità di vita che del valore finanziario, ma in particolare oscura totalmente la chiesa, che si troverà immediatamente a Nord e alla distanza minima da una delle due palazzine previste e che meriterebbe invece di essere messa in evidenza quale effettivo centro del quartiere?
-Perché le motivazioni che l’avevano giustamente portato ad invalidare il progetto Molina non hanno questa volta avuto nessun peso? Si tratta di due pesi e due misure a seconda dei committenti?
-Perché non ha organizzato una consultazione dei cittadini che l’avevano a suo tempo interpellato, né ha messo in pratica l’esperimento di conciliazione con gli attuali opponenti, come previsto dalla legge edilizia?
-Nel caso di ulteriori ricorsi alle istanze superiori, che bloccherebbero qualsiasi tipo di realizzazione, non ritiene di dover fare opera di mediazione per ripristinare il progetto Velti?
-Per superare definitivamente i vari problemi non sarebbe auspicabile una revisione dei parametri di PR previsti per la zona?
Luca Buzzi, Bellinzona Vivibile
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