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Luca Buzzi - A proposito di parco urbano e piste ciclabili
Redazione
11 anni fa

Il 24 febbraio 2014, quindi quasi 16 mesi fa, il Consiglio comunale di Bellinzona approvava la realizzazione della prima tappa del Parco urbano.

Già nel Messaggio tra le opere della prima fase figurava al primo posto la “messa a dimora delle nuove alberature”, inoltre si indicava che “per l’area denominata 361 Prato, si prevede di completare la sua semina non appena possibile e procedere con la piantumazione subito dopo la crescita in giudicato dell’approvazione del Messaggio”.

Anche durante la seduta il municipale Gianini affermava a proposito della posa delle piante che “è intenzione del Municipio di anticipare il più possibile i tempi e segnalo: ci sarà una domanda di costruzione per lo spogliatoio in forma ordinaria, una notifica per la sistemazione esterna comprese le piante e poi una procedura, secondo la legge Strade, per la riqualifica di via Chiesa”.

Quindi, proprio perché per la posa delle piante era necessaria solo una notifica, si è lasciato intendere che la posa delle piante sarebbe stata la prima operazione e che quindi si sarebbe approfittato del primo periodo propizio per la loro posa, cioè l’autunno 2014, o al più tardi la primavera 2015.

In effetti abbiamo invece costatato che i lavori per gli spogliatoi sono già in fase avanzata e che le uniche piante finora posate sono quelle all’interno di Via Chiesa, grazie alle quali si è ricavato un posteggio, immediatamente preso d’assalto nonostante l’assenza di una demarcazione specifica.

Inoltre una parte del sedime previsto per la sistemazione di questa prima tappa del Parco urbano, prospicente al Bagno pubblico, è stato utilizzato recentemente in diverse occasioni quale posteggio.

A proposito chiedo quindi al Municipio:

Come mai non sono ancora state posate piante all’interno del futuro Parco, perdendo un ulteriore anno vegetativo?

Quando è prevista la posa delle piante contemplate dal Messaggio della prima tappa del Parco urbano?

Qual è in generale la tempistica aggiornata per la realizzazione del Parco?

Quando verranno debitamente contrassegnati i posteggi che sono stati ricavati in via Chiesa e se e quando verranno istallati i relativi apparecchi per il loro pagamento, come tutti quelli nelle zone circostanti?

La rinuncia ai posteggi sul prato lato sud di via Chiesa ha forse come conseguenza l’uso quale posteggio del prato vicino al Bagno pubblico, che dovrebbe invece essere parte integrante del Parco urbano, con conseguente stravolgimento o ulteriore posticipo della realizzazione del progetto?

Inoltre, recentemente il Municipio ha presentato con una certa e condivisibile enfasi due Messaggi che finalmente si occupano anche della mobilità ciclopedonale.

Purtroppo, come invece ci saremmo aspettati, nessun accenno alla ciclopista Viale G. Motta-Via Vallone che il Consiglio comunale aveva proposto con una mozione accettata quasi all’unanimità già oltre due anni fa, ossia il 23 maggio 2013, e a suo tempo sostenuta anche dal Municipio che affermava che “questa ciclopista fa senz’altro parte della rete di percorsi di una strategia di mobilità ciclopedonali che intende presentare a breve”.

Ricordo che la stessa oltre ad essere un esempio modello, già prevista dal Piano regolatore, d’importanza per il collegamento con la Scuola Media 2 e la passerella di Galbisio, rappresenta anche il normale proseguimento della proposta ML 2.2.1 “Viale G. Motta – Via E. Motta” formulata dal Municipio stesso.

D’altra parte si propone invece un percorso ciclopedonale golenale tra Viale S. Franscini e Via Raggi nonostante la presenza sullo stesso tracciato di Via Chicherio, chiusa al traffico e quindi praticamente già un privilegiato percorso ciclabile che necessiterebbe di poche ulteriori sistemazioni, ma anche di un lungo tratto di pista già asfaltata sulla diga sommergibile.

Sulla base di queste considerazioni chiedo quindi al Municipio:

Come mai in questo programma di mobilità ciclopedonale non è stata inserita la ciclopista Viale G. Motta – Via Vallone e il suo naturale prolungamento fino alla passerella di Galbisio, in modo da formare un unico e organico percorso ciclabile in sicurezza da Via E. Motta fino a Galbisio?

Quando e in che misura il Municipio intende finalmente dar seguito alla Mozione accettata quasi all’unanimità già oltre due anni fa dal Consiglio comunale?

Il ritardo è forse dovuto al fatto, a suo tempo da me a più riprese segnalato, che alcuni dei sedimi previsti per l’opera sono stati nel frattempo abusivamente occupati da confinanti?

Come mai è stata invece inserita come priorità il percorso golenale nonostante rappresenti un doppione di Via Chicherio e malgrado la bocciatura del Consiglio comunale di una mozione riguardante almeno parzialmente lo stesso oggetto?

Il compito del Municipio non dovrebbe essere quello di mettere tempestivamente in pratica le decisioni del Consiglio comunale (ricordo che sono sempre ancora da ossequiare anche diverse altre mozioni accettate dal Consiglio comunale, come ad esempio quella sugli orti famigliari (6.06.11) e quella sulla gestione dei rifiuti ingombranti (2.03.12) ?

Luca Buzzi, consigliere comunale di Bellinzona Vivibile

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