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Luca Buffi - Non ci si può più nascondere dietro a un dito
Redazione
11 anni fa

Negli ultimi anni il mercato del lavoro ticinese è stato messo a dura prova dal massiccio aumento del numero di frontalieri e padroncini, complice la crisi finanziaria che da diversi anni ha colpito la zona euro e con essa la vicina Italia.

L’afflusso di manodopera estera ormai da tempo non è più limitato ai settori storici dell'industria e dell'edilizia, ma sta progressivamente prendendo piede nei servizi in genere, favorendo una politica salariale fortemente improntata al ribasso, che nei casi più gravi sta portando ad una graduale sostituzione dei lavoratori residenti. Ad aggravare ulteriormente la situazione vi è poi stata la decisione di abbandono del cambio minimo con l’euro, scelta obbligata da un lato in quanto non più sostenibile per la BNS ma che dall’altro ha gettato ulteriore benzina sul fuoco, rendendo ancor più attrattivi prodotti e servizi d’oltre confine. L’apprezzamento del franco è stato in parte mitigato dalla pronta reazione della distribuzione nell’abbassare i prezzi dei prodotti importati, altrettanto non si può dire invece per le realtà attive nell’esportazione, le quali per mantenere competitività stanno reagendo aumentando orari di lavoro e tagliando sugli stipendi.

In questo clima di generale incertezza è il caos a farla da padrone, da un lato mettendo a dura prova molte realtà economiche, dall’altro favorendo chi sta sfruttando la situazione per ottenerne maggiori profitti. Anche se non lo si vuole ammettere, gli effetti negativi di questa situazione sono già abbastanza evidenti, l’aumento delle persone in cerca di un posto di lavoro, l’aumento delle richieste di prestazioni assistenziali e le difficoltà registrate da molte aziende locali sono infatti indicatori da non sottovalutare.

In un contesto di questo tipo la politica non può continuare a nascondersi dietro a un dito, perdendosi in burocrazia o sperando nella cosiddetta “autoregolamentazione del mercato”, ma deve riuscire a dare segnali forti, dimostrando che in situazioni eccezionali lo Stato può e deve intervenire a tutela del mercato del lavoro. Negli ultimi tempi rappresentanti di più schieramenti hanno espresso la volontà di voler agire in questo senso, dopo il 19 di aprile si tratterà quindi di riuscire a concretizzare un progetto comune in tempi brevi, accantonando per una volta individualismi e ideologie di partito, per tornare finalmente a parlare in maniera costruttiva di soluzioni e di futuro per questo Cantone.

Luca Buffi

Consigliere comunale PLR di Bellinzona

Candidato al Gran Consiglio

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