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L’ostentazione del degrado dell’esercito svizzero
Redazione
19 anni fa
Anna Maria Torricelli

Ciondolano, si trascinano, si annoiano, sbadigliano: probabilmente si sentono a Charm, a Formentera, a Negril. Per fortuna che certi ridono, certi chiaccherano contenti, parlano rilassati. Tra i tanti orecchini ce n’è uno con una piuma che scende. Sono i soldati dell’esercito svizzero. In viaggio all inclusive a Lugano. Sono così improbabili che non oso pensare cosa possano essere i loro capi. Anche gli interventi che hanno effettuato sulla città sono come i soldati, molli, senza una visione, senza un’ambizione. Tende da campo, container, tende da feste, barriere e falegnameria riempiono in modo casuale e disperso i vuoti urbani e arrecano grossi disagi alla popolazione: l’FA18 sul lago è separato dalla strada da un transenna incerta e da una tenda bianca da coktail da matrimonio, da cui esce il fumo del risotto; tenenti, capitani, maggiori e colonnelli sembrano non mai aver mai avuto idea di cosa  fosse un progetto, uno spazio sul lago, nella città, fuori città, mai visto un accamapamento serio, figuriamoci un castrum. Mi vergogno di questa ostentazione senza pudore del degrado dell’esercito svizzero. E’ un insulto pesante e triste: 1. agli ideali sui quali è fondata la Svizzera 2. agli eserciti svizzeri delle 2 guerre mondiali 3. ai 6 milioni di svizzeri per i quali i 1000.- fr. hanno ancora un valore, che pagano imposte federali salatissine e che vengono beffati dagli sperperi della Confererazione. 4. ai cittadini di Lugano che devono convivere per 10 giorni con i disagi pratici e con il senso di fallimento e del ridicolo dell’esercito svizzero. 5. agli altri eserciti nel mondo confrontati giornalmente con la guerra che significa sopraffazione, arroganza, violenza e dolore. L’unica guerra urgente da fare è quella contro la stupidità, ma forse è tardi. E nessuno dice niente... Anna Maria Torricelli, Castagnola

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