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Lorenzo Quadri: "Paure irrazionali o razionali?"
Redazione
17 anni fa

Una cosa è certa: ne abbiamo piene le tasche, anzi le tasche in questione sono ormai debordate, di sentir parlare di paure irrazionali, di voti di pancia e altre amenità di questo genere quando il popolo sovrano non dice quello che una minoranza élitaria, magari con velleità pseudointellettuali (in genere autoattribuite), vorrebbe dicesse. Ovviamente: quando il cittadino non segue pecorescamente la citata élite (?) ecco che non capisce, ha paura, è irrazionale. Come al solito, paura, irrazionalità, mancanza di comprensione e d'intelletto si misurano sulle verità preconcette (che non di rado discendono da putrescenti ideologie sessantottine) di pochi eletti: i quali però in massima parte non sono stati eletti proprio da nessuno. Frasi eretiche Il voto sui minareti è solo un esempio, importante per risonanza internazionale e simbolica. Molto più gravida di conseguenze pratiche la questione della libera circolazione delle persone. Libera circolazione delle persone che è stata anch'essa e a ripetizione rifiutata dal popolo ticinese per paura e con voti di pancia. Solo che adesso ad aver paura e ad avere il mal di pancia è anche il Consiglio federale, che infatti comincia a lanciare messaggi che fino a poco tempo fa sarebbero stati definiti a dir poco eretici. Del tipo: "Il Consiglio federale ha sbagliato a non introdurre contingenti alla libera circolazione delle persone" (Leuthard) o addirittura "I datori di lavoro, nelle assunzioni, devono dare la precedenza agli Svizzeri" (Calmy-Rey). Ma guarda un po! Dopo averne mangiate trenta fette, ci si accorge che era polenta. Solo che, grazie alla libera circolazione delle persone, i cittadini elvetici non hanno più alcuna precedenza nella ricerca di un impiego in casa propria; quindi, ormai, è caccia aperta. Verso le 12mila notifiche La dimostrazione ce la danno le cifre. Quella dei 45mila frontalieri (ufficiali) a fronte di 26mila disoccupati in Ticino è solo una, la più nota. Ma ce n'è un'altra, che è altrettanto significativa. E¹ quella delle notifiche di lavoro temporaneo (fino a 90 giorni). E sì, perché l¹artigiano UE che vuole lavorare in Ticino non deve chiedere alcun permesso, deve semplicemente notificarsi, ciò che può avvenire anche tramite internet. E c¹è ancora chi ha il coraggio di dire che non è vero che da noi si stende il tappeto rosso a chi, in arrivo da Oltreconfine, vuole portar via il lavoro alla manodopera ticinese. Già, perché proprio di questo si tratta: portare via il lavoro. Le cifre delle notifiche di lavoro temporaneo continuano a crescere in maniera allarmante. Se l'anno scorso si navigava attorno alle 9000, quest¹anno si prevede di arrivare a 12mila (a tutt'oggi si è già a quota 11mila). Questi lavoratori UE non sono affatto specialisti con competenze che non si trovano in Ticino. Tutto il contrario: si tratta di gente che monta mobili e cucine, installa porte, realizza soffitti in cartongesso, posa pavimenti, vernicia pareti, pota alberi, ristruttura bagni, e così via. Non ci si venga a dire che in Ticino non si trovano gessatori, piastrellisti, imbianchini, giardinieri e idraulici! Analogo discorso vale per i frontalieri, il cui numero cresce in particolare nel settore terziario (vedi segretarie frontaliere a 1800 Fr al mese) e a rimanere a spasso sono, per ovvia conseguenza, i Ticinesi. Nuovi disoccupati: chi paga? Quando poi il settore bancario cantonale, a seguito dello scudo Tremonti, e tra la totale indifferenza dei partiti storici ³borghesi² e il compiacimento della sinistra, si troverà con 2000 disoccupati in più, la situazione diventerà davvero molto pesante. E allora negli ovattati palazzi del cosiddetto potere (anche se fino ad ora si è vista soprattutto impotenza), come pure tra gli autoproclamati intellettuali con la puzza al naso e lo stipendio sicuro pagato dal contribuente (quello irrazionale, quello che ha paura quello che non capisce) la cami

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