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Lorenzo Quadri: No ai tagli alla disoccupazione
Redazione
16 anni fa

Il prossimo 26 settembre voteremo sulla riforma della legge sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI). Per riforma, ormai lo si sarà capito, si intendono tagli. Tagli al settore sociale in periodo di crisi, quando i miliardi (pubblici) per UBS si sono trovati dalla sera alla mattina: già questo sarebbe un motivo sufficiente per depositare nell’urna un bel NO.Ma ci sono anche altri elementi. Prima di tutto, il fatto che la Confederazione nel 2009 ha realizzato ben 2.7 miliardi di utili: non si può quindi dire che i soldi manchino. Tutt’altro!Inoltre, proprio nei giorni scorsi una statistica federale ha rivelato che il tasso di disoccupazione tra i giovani è aumentato del 60% dal 2008, raggiungendo così quota 19mila unità. E guarda caso, la riforma in votazione vuole dare un giro di vite in particolare sulle prestazioni ai giovani.Un aumento del 60% in due anni è senz’altro allarmante. Ed è evidente che la libera circolazione delle persone ci mette lo zampino. Distaccati, padroncini, frontalieri, il cui numero in Ticino è in continuo aumento, da qualche parte sono impiegati. E non certo solo in settori per i quali non si trova manodopera residente. Senza contare che l’euro ai minimi storici offre alla forza lavoro d’oltreconfine la possibilità di praticare tariffe (espresse in Fr) ancora più inarrivabili per chi deve vivere e lavorare in Svizzera, e quindi fare i conti con i nostri costi della vita.Il Ticino, anche a seguito della libera circolazione delle persone, si trova confrontato con alte percentuali di senza lavoro. Ancora una volta, dunque, il nostro Cantone si troverebbe in cima alla lista dei penalizzati.C’è poi un problema particolare, che non può essere taciuto. Lo ha ammesso anche il presidente nazionale del Plr Fulvio Pelli in una trasmissione radiofonica: si tratta della facilità d’accesso di cittadini stranieri alle indennità di disoccupazione elvetica. Di fatto in regime di accordi bilaterali un cittadino UE che arriva in Svizzera può beneficiare della disoccupazione svizzera, senza aver versato un centesimo di contributi, già… il giorno successivo al suo arrivo da noi, se riesce a dimostrare (?) di aver lavorato per un tempo sufficiente in un Paese UE. In questo modo si capisce facilmente come le uscite dell’Assicurazione contro la disoccupazione aumentino. Fa piacere che il presidente nazionale Plr oggi riconosca che esiste un problema di eccessiva facilità d’accesso alla disoccupazione elvetica da parte di “utenti” UE. Prima delle votazioni sugli Accordi bilaterali, tuttavia, la sua posizione era ben diversa.Il 26 settembre votiamo NO alla revisione della LADI. Non c’è bisogno di tagli, e men che meno di aumenti dei prelievi sui salari. Bisogna invece, e con urgenza, rivedere le modalità d’accesso da parte di chi, in arrivo da Paesi UE, può fruire di prestazioni svizzere anche per somme importanti, senza però aver contribuito a finanziarle.Lorenzo Quadri, municipale di Lugano e deputato in Gran Consiglio

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