
Interpellanza al Consiglio federale Come c’era da aspettarsi, il cantiere sulla tratta italiana della nuova ferrovia Mendrisio-Varese - gestito, come peraltro la parte svizzera, da una ditta di Roma - presenta ulteriori difficoltà. Nei giorni scorsi i media ticinesi hanno annunciato che le pratiche burocratiche per lo stoccaggio del materiale di scavo, contaminato con arsenico, nel luogo preposto, ossia la cava Rainer, vanno per le lunghe. Senza possibilità di stoccare non è nemmeno possibile lavorare; certamente non a pieno regime. Ed infatti nei prossimi giorni altri 6 operai della cinquantina attualmente attiva sul cantiere verranno messi in cassa integrazione. Si rileva che, quando funzionava a pieno regime, sul cantiere tra operai e tecnici erano presenti 300 persone. A seguito di queste nuove – ma prevedibili – difficoltà sulla tratta italiana, si ipotizzano ulteriori ritardi sull’opera di 2 o 3 mesi. Poiché uno degli obiettivi del cantiere è la messa in funzione del nuovo collegamento ferroviario per expo 2015 (ammesso e non concesso che tale manifestazione si farà e che si farà nel 2015) si concretizza sempre più il rischio di non essere pronti per tempo. E non certo per colpa della Svizzera. Chiedo al proposito al lod Consiglio federale: - Il CF è compiutamente informato sulla reale situazione sul cantiere italiano della Mendrisio-Varese? - Come valuta il CF la situazione venutasi a creare? - Come valuta il CF l’ipotesi di ulteriori due mesi di ritardo sul cantiere italiano? - Il CF reputa che il ritardo aggiuntivo sarà effettivamente di due mesi, oppure prevede che sarà superiore? Con quali ripercussioni per la Svizzera? - Il CF ritiene che l’obiettivo di avere la nuova tratta in funzione per expo 2015 sarà raggiunto? - Quali conseguenze organizzative e finanziarie avranno per la Svizzera e per il Ticino i ritardi italiani? Lorenzo Quadri Consigliere nazionale Lega dei Ticinesi
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