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Lorenzo Quadri - Libera circolazione, urgenti le misure accompagnatorie
Redazione
11 anni fa

Mozione al Consiglio federale: Con la presente si chiede al CF l’immediata riattivazione del piano di potenziamento delle misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone, recentemente “congelato”.

Lo scorso primo aprile il Consiglio federale ha comunicato il “congelamento” del progetto di potenziamento delle misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone. Del pacchetto – al cui allestimento aveva partecipato anche il Canton Ticino – è stato mantenuto solo l’inasprimento delle sanzioni.

Questa decisione ha suscitato comprensibile delusione in Ticino, anche da parte del Consiglio di Stato. In effetti le conseguenze negative della libera circolazione delle persone – dumping salariale e sociale, concorrenza sleale da parte di artigiani ed imprese italiane, sostituzione di lavoratori ticinesi con frontalieri – sono estremamente pesanti. L’abbandono del tasso minimo di cambio con l’euro da parte della BNS non fa che peggiorare la situazione. Eppure a livello federale, si assiste ad un atteggiamento schizofrenico: alle dichiarazioni pubbliche di consapevolezza della situazione fanno seguito decisioni che vanno nella direzione opposta. Il congelamento del potenziamento delle misure accompagnatorie è una di queste.

Le misure accompagnatorie non sono la panacea, tuttavia ogni provvedimento atto migliorare la situazione è utile e necessario. E’ incomprensibile come il Consiglio federale – cedendo a pressioni lobbystiche – arrivi ora a rifiutare alle regioni di frontiera anche il modesto sollievo che misure accompagnatorie più incisive potrebbero portare, e che il Ticino – avendo tra l’altro collaborato all’allestimento del “pacchetto” finito in congelatore – aveva tutto il diritto di vedere realizzate.

L’argomento addotto a giustificazione dell’inaccettabile retromarcia è a dir poco evanescente: le trattative sul post-9 febbraio. A parte che il CF dovrebbe ben sapere che l’esito di quel voto popolare è da imputare proprio alla situazione che ora ci si rifiuta di correggere, con tali trattative si è ancora, come emerge peraltro da recenti prese di posizione dell’UE, ai piedi della scala. La libera circolazione delle persone è attualmente in vigore esattamente come prima del 9 febbraio 2014. In attesa della concretizzazione del nuovo articolo costituzionale contro l’immigrazione di massa i correttivi restano urgenti ed indispensabili. Trattandosi di misure decise in base al diritto interno, oltretutto, l’UE non ha – né può avere – nulla da eccepire al proposito.

Lorenzo QuadriConsigliere nazionaleLega dei Ticinesi

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