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Lorenzo Quadri: L’euro avvantaggia i frontalieri, come tutelare i ticinesi?
Redazione
16 anni fa

L’euro sceso ai minimi storici ha conseguenze di vario tipo. C’è anche chi ha tutti i motivi per rallegrarsene, in particolare i lavoratori frontalieri che si vedono in questo modo aumentare indirettamente la busta paga. Questa circostanza, “felice” per i diretti interessati, potrebbe però andare ad aggravare ulteriormente quei preoccupanti fenomeni di dumping salariale e sociale, nonché di sostituzione nel mondo del lavoro dei residenti da parte di personale in arrivo da oltreconfine, che la libera circolazione delle persone ha portato e porta con sé. Il permanere dell’euro su quotazioni basse o bassissime, renderebbe infatti possibile, per forza lavoro in arrivo dalla vicina Italia, accettare remunerazioni ancora più basse se espresse in franchi svizzeri. Remunerazioni che permetterebbero ai lavoratori italiani di comunque far fronte ai costi della vita nella vicina Penisola, ma che sarebbero per contro sempre più inarrivabili per chi deve invece confrontarsi con costi della vita svizzeri. Specie in considerazione del fatto che, alle nostre latitudini, le spese cosiddette “fisse”, in barba al nome, aumentano di continuo. In uno scenario di persistente debolezza dell’euro, il divario tra la remunerazione necessaria al personale residente Oltreconfine e quella invece necessaria al personale residente in Ticino rischia dunque di accrescersi, con ripercussioni estremamente negative per i residenti alla ricerca di un impiego. La conseguenza ovvia sarebbe che lavoratori residenti in Italia, nella condizione di accettare paghe sempre più basse, verrebbero - per ovvi motivi economici - sempre più preferiti ai residenti al momento delle assunzioni. Specie nei settori non regolati dai CCL. Chiedo pertanto al lodevole Consiglio di Stato: il CdS reputa fondata la preoccupazione sopra espressa? Se sì, quali misure intende prendere il CdS a tutela dei lavoratori residenti nella persistenza della debolezza dell’euro? Lorenzo Quadri, deputato della Lega in Gran Consiglio 

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