Cerca e trova immobili
Ospiti
Lorenzo Quadri: 'Incentivi alla rottamazione da riconsiderare'
Redazione
17 anni fa

Con la risposta all’interrogazione 277.09 “Incentivi alla rottamazione… rottamati?” il CdS spiega i motivi che l’hanno indotto a non precedere, nell’ambito del Preventivo 2010, alla messa in vigore degli incentivi alla rottamazione delle vecchie auto. Questo malgrado si tratti di una misura anticrisi approvata dal Gran Consiglio, e di facile applicazione. “Il Consiglio di Stato – si legge nella citata risposta 277.09 – ha (…) raccolto informazioni sull’andamento del settore (automobilistico) e ha così appurato che la flessione nelle vendite di autoveicoli non appariva di dimensioni tali da giustificare, in rapporto alla situazione critica delle finanze cantonali, lo stanziamento del credito in questione”. Una visione quantomeno opinabile. In effetti, se è vero che nel nostro Paese il calo globale del numero di autoveicoli venduti è del 10%, cifra che a prima vista potrebbe non apparire drammatica, tuttavia è cresciuta la vendita di veicoli piccoli a scapito di modelli più grossi e costosi; di conseguenza, il calo della cifra d’affari è ben superiore al 10% (basti pensare che nel solo settore del veicolo di lusso si è registrata una flessione del 24%). Il margine di guadagno dei garages è legato ovviamente alla cifra d’affari. In Ticino, circa l’80% di essi è a conduzione familiare. Il personale è la prima la voce di spesa. E’ nel periodo attuale, con l’avvicinarsi della fine dell’anno, che queste imprese familiari tirano le somme dell’anno corrente e si preparano a quello venturo. Di conseguenza, sono a rischio dei posti dei lavoro. E’ quindi necessario che gli incentivi al settore dell’automobile passino dalla priorità 2 (quella attuale) alla priorità 1. Si possono anche pensare delle misure di sostegno al settore dell’auto diverse dall’incentivo alla rottamazione approvato dal GC, e che prevedano uno sforzo non solo dallo Stato, ma anche da parte dei concessionari. Misure che tengano conto del fatto che non necessariamente la rottamazione anticipata di un veicolo è un’operazione auspicabile anche dal punto di vista ecologico (basti pensare all’energia che è stato necessario impiegare per costruire un’automobile, e a quella che ci vorrebbe per demolirla). Si potrebbero dunque ideare, con il coinvolgimento degli attori economici interessati, degli incentivi che possano interessare anche la sostituzione del veicolo. I concessionari potrebbero dare il loro contributo. Con la seguente mozione si chiede pertanto al Governo: di rivalutare la mancata messa in atto degli incentivi alla rottamazione, in considerazione della difficile situazione del settore dell’auto; eventualmente, di proporre degli incentivi alternativi, previo il coinvolgimento degli attori economici interessati, i quali potrebbero essere chiamati a dare il proprio contributo. Lorenzo Quadri, deputato Lega dei Ticinesi

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata